Dopo una stagione al di sotto delle aspettative e costellata di malcontento, il Torino ha deciso di affidare la panchina ad Ignazio Abate, ex terzino del Milan e della Nazionale italiana, con un passato anche in granata, e reduce dall'avventura alla guida della Juve Stabia in Serie B. Abate firmerà un contratto biennale, dopodichè inizierà a programmare la stagione 2026/2027.
I granata ripartono quindi da una scelta coraggiosa, dando fiducia all’allenatore campano, reduce da due buone stagioni in Serie C e B - alla guida di Ternana e Juve Stabia - ma alla sua prima chiamata nel massimo campionato. Abate arriva infatti da un settimo posto in classifica in cadetteria, con la cavalcata playoff della sua Juve Stabia conclusasi solo in semifinale per mano del Monza, poi promosso in Serie A in sgeuito al doppio confronto in finale contro il Catanzaro.
Le sue squadre si distinguono per un impianto di gioco ben definito e riconoscibile, spesso basato su un 3-5-2 in fase di possesso. Uno dei principi cardine è la costruzione dal basso, con il regista che si abbassa quasi sulla linea dei tre difensori per facilitare l’impostazione e aumentare le soluzioni in uscita. Grande importanza viene data anche al lavoro degli esterni a tutta fascia, i cosiddetti quinti, chiamati a garantire un contributo costante in entrambe le fasi di gioco, creando una linea difensiva a cinque in non possesso per ridurre spazi e densità centrale.
In questo contesto, la rosa attuale del Torino potrebbe adattarsi senza problemi alle idee proposte da Abate finora. Nell'ultimo anno i granata, con Baroni prima e con D'Aversa poi, hanno infatti individuato nel 3-5-2 il modulo ideale per le caratteristiche dei giocatori a disposizione. Molti dei giocatori granata sono però in scadenza di contratto, e in alcuni reparti - come ad esempio la difesa - si andrà inevitabilmente verso una vera e propria rivoluzione. Molto dipenderà dal mercato: Paleari, ad esempio, dopo aver conquistato la titolarità ai danni di Israel nel corso dell'annata, potrebbe vedersi nuovamente retrocedere nelle gerarchie, a favore di un possibile nuovo numero uno. In difesa, in attesa del mercato, gli unici certi di un posto sono attualmente Ismajli e Coco. A centrocampo, la presenza di un regista come Ilkhan rappresenterebbe un punto di partenza ideale per la costruzione del gioco dal basso. Al fianco del turco, o di un altro regista, potrebbero poi agire Casadei o Gineitis, con quest'ultimo divenuto un titolarissimo di D'Aversa, a differenza dell'ex Chelsea che spesso è sebentrato dalla panchina.
La leadership e la qualità di Vlasic, a collegare centrocampo e attacco, è stato poi senza dubbio uno dei punti di forza granata nel corso dell'annata, con il croato che, salvo diverse indicazioni dal mercato, si ripresenterà alla nuova stagione come unod ei punti fermi dei granata. Sugli esterni, ad oggi, a destra giocherebbe Pedersen mentre resta da monitorare l'eventuale riscatto di Obrador a sinistra. Un nome spendibile per il nuovo Toro di Abate potrebbe invece essere quello di Cacciamani, che l'allenatore campano ha valorizzato proprio durante questa stagione alla Juve Stabia, facendogli raccogliere 36 presenze stagionali, la maggior parte dal primo minuto.
Passando al reparto offensivo, Abate potrebbe scegliere di giocare con un attacco pesante, con Simeone e Zapata che spesso si sono divisi i compiti in stagione, al netto di qualche ricaduta fisica del colombiano. Adams resta però pur sempre una pedina importante per l'attacco granata, al netto di indicqazioni diverse dal mercato.
Con Abate in panchina, il Torino sceglie dunque la via del nuovo che avanza, sposando un’identità più moderna, basata sull'ampiezza e su grande intensità nelle due fasi. Naturalmente la rosa potrebbe subire variazioni, con la società che dovrà lavorare sul mercato per permettere al nuovo allenatore di poter contare sui profili adatti al suo stile di gioco.
Probabile Formazione (3-5-2): Paleari, Coco, Ismajli, Ebosse; Pedersen, Vlasic, Ilkhan, Gineitis, Cacciamani; Simeone, Zapata.
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