Manca sempre meno all’inizio del Mondiale 2026, in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico. Le 48 nazionali partecipanti stanno ultimando la preparazione attraverso gli ultimi test internazionali. Tra queste c’è anche il Belgio, inserito nel Gruppo G insieme ad Egitto, Iran e Nuova Zelanda, con l’esordio fissato per il 15 giugno proprio contro la selezione egiziana. La squadra di Rudi Garcia è scesa in campo ieri in amichevole contro la Tunisia, imponendosi con un netto 5-0.

Tra i protagonisti della vittoria delle Furie Rosse c'è anche Romelu Lukaku, al suo secondo test con la Nazionale dopo una stagione complicata con il Napoli. L’attaccante è subentrato al minuto 66 mettendo minuti nelle gambe in vista del Mondiale, riuscendo anche a servire l'assist per il gol del 4-0 di Lukebakio, a conferma del buon momento di forma dopo il gol siglato contro la Croazia.

Al termine della partita, l’attaccante del Napoli è intervenuto ai microfoni dell’emittente belga VTM, commentando così la prestazione della sua Nazionale: Sono contento della vittoria, credo lo siano anche i tifosi. Abbiamo giocato bene e segnato tanti gol: è un bel modo per salutare il Paese”.

Lukaku ha poi aggiunto un passaggio più personale: “Contro la Croazia è stato emozionante segnare, ma oggi sarebbe stato il compleanno di mio padre. In panchina, durante la gara, ho sentito crescere le emozioni: è normale. Ma non ho pianto, e questo è positivo”.

L’attaccante belga si è infine soffermato sulle proprie condizioni fisiche, condizionate da una stagione complicata: Ho avuto un infortunio difficile e ho dovuto affrontare anche la perdita di mio padre, un dolore che sto ancora elaborando. Essere qui è già un piccolo miracolo: con appena 64 minuti giocati in stagione, con nessun’altra Nazionale probabilmente non sarei stato convocato. Ora penso a prepararmi passo dopo passo, cercando di farmi trovare pronto quando conterà davvero. Vedremo come andrà in allenamento”.

Sul clima all’interno del gruppo, Lukaku ha aggiunto: L’atmosfera è simile a quella del Mondiale 2018, forse anche leggermente migliore. Agli Europei del 2024, invece, c’era probabilmente il miglior ambiente di sempre, anche se poi i risultati in campo non sono stati all’altezza. Ora siamo pronti. Ognuno conosce il proprio ruolo ed è consapevole di ciò che deve fare per aiutare la squadra”.

Sezione: News / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 17:00
Autore: Alessio Uberti
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