Il Mondiale 2026 è sempre più vicino e l'attesa cresce tra gli appassionati di calcio di tutto il mondo. Tra le protagoniste ci sarà anche la Spagna, inserita nel Gruppo H e pronta a scendere in campo per cercare di riportare a casa la Coppa del Mondo, che manca dal 2010, anno in cui la la conquistò per la prima volta nella sua storia. La formazione guidata da Luis de la Fuente farà il suo esordio nel torneo il 15 giugno alle 18 contro Capo Verde. Successivamente, torneranno in campo il 21 giugno, sempre alle 18, per affrontare l'Arabia Saudita, prima di chiudere la fase a gironi il 27 giugno alle 2 con la sfida contro l'Uruguay.

Tra i giocatori più attesi c'è senza dubbio Lamine Yamal. Nelle ultime settimane però, le condizioni fisiche dell'attaccante avevano generato non poche preoccupazioni. Yamal era infatti alle prese con una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra riportata il 22 aprile durante la sfida contro il Celta Vigo, un infortunio significativo che gli ha impedito di concludere regolarmente la stagione e che aveva alimentato diversi dubbi sulla sua presenza al Mondiale. Dubbi che, però, sono stati progressivamente spazzati via dalle rassicurazioni del commissario tecnico Luis de la Fuente e dalle successive indiscrezioni riportate da L'Equipe: il classe 2007 sarà regolarmente a disposizione della Spagna per l'esordio contro Capo Verde.

In vista del primo Mondiale della sua carriera, Yamal ha scelto di raccontarsi ai tifosi attraverso il suo canale YouTube durante una sessione di domande e risposte. 

Ha iniziato l'intervista affermando: "Il primo Mondiale che ricordo è quello del 2014. Mi ricordo in particolare la partita Germania-Brasile e la finale. Non mi ricordo invece, quello del 2010 e del 2006, anche perché non ero ancora nato".

Ha poi parlato dell'Europeo vinto nel 2024: "L’Europeo 2024 mi ha insegnato tanto, soprattutto la primissima partita. Ero un ragazzino nervoso al suo primo torneo internazionale, un’esperienza molto diversa da quelle che vivi con il club. Ho imparato che bisogna mantenere la calma, perché le partite sono molto lunghe e anche il torneo richiede continuità, pazienza e gestione delle emozioni".

Ha poi espresso la propria opinione su quali siano, secondo lui, i giocatori più sottovalutati: "Gerard Martin e Fabian Ruiz".

Ha poi raccontato perché mette la fasciatura alla mano durante le partite: "Perché, giocando alla PlayStation, una volta mi sono arrabbiato talmente tanto da dare un colpo alla TV. In quell'occasione mi sono fatto male alle dita, che si sono gonfiate molto. Da quel momento ho iniziato a usare dei bendaggi e ho pensato che mi stessero molto bene: mi sentivo Benzema. Per questo motivo ho deciso di continuare a tenerla".

Ha poi proseguito indicando chi preferisce vedere giocare: "Neymar. Mi è sempre piaciuto guardarlo giocare. Ma anche Doku e Cherki".

Commentando il Pallone d’Oro vinto da Dembélé, ha dichiarato: "Ad essere onesto, quel giorno pensavo che sarei stato io a vincerlo, basandomi su alcune cose che erano successe nel corso della giornata. Penso però che sia stato positivo per me il fatto che a vincere sia stato Dembélé: probabilmente non era ancora il momento giusto perché lo conquistassi io. Al di là di questo, conosco molto bene Dembélé. Siamo usciti insieme, abbiamo parlato a lungo e so che persona è. Per questo sono sinceramente felice per lui. Credo che il fatto di non averlo vinto mi abbia aiutato a crescere, sia dal punto di vista professionale che personale. In quel periodo non stavo attraversando il mio momento migliore, mentre oggi sono molto più maturo, sono cambiate tante cose nella mia vita e mi sento diverso rispetto ad allora. Sono davvero contento per Dembélé e per ciò che è riuscito a ottenere. Per il resto, come si dice, tempo al tempo: vedremo se quest’anno sarà il mio turno".

Ha poi concluso facendo una promessa nel caso in cui riuscisse a vincere il Mondiale: "Se dovessi vincere il Mondiale, prometto che mi farò crescere barba e baffi e che metterò in palio 100 cuffie Beats".

Sezione: News / Data: Lun 08 giugno 2026 alle 19:16
Autore: Antonio Avigliano
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