Con il passaggio di Fabio Grosso alla guida della Fiorentina, il Sassuolo ha deciso di affidare la panchina ad Alberto Aquilani, reduce da un'ottima stagione con il Catanzaro con cui ha sfiorato la clamorosa promozione in Serie A. L'allenatore nato a l'Aquila è dunque pronto ad ereditare l'ottimo lavoro svolto da Grosso, che con la formazione neroverde (neopromossa) è riuscito a centrare la salvezza e a posizionarsi all'undicesima posizione.

L'ex campione del mondo è stato capace di riportare entusiasmo dopo la retrocessione nel 2024. Poi due stagioni da protagonista, prima in Serie B, con campionato praticamente dominato e poi nella scorsa stagione in Serie A, dove il Sassuolo è riuscito a disputare una stagione ben al di sopra delle aspettative. Grosso è riuscito a dare un'identità chiara alla squadra: un 4-3-3 dove a giocare un ruolo cruciale sono gli interni di centrocampo e gli esterni offensivi.

Uno stile di gioco che si discosta dal calcio proposto da Alberto Aquilani, che predilige la costruzione dal basso e una pronta riaggressione una volta persa la sfera. Lo dimostra la sua carriera da allenatore, iniziata sulla panchina delle giovanili della Nazionale, del Trastevere e della Fiorentina, per poi iniziare la sua avventura da allenatore nel cacio professionistico prima con il Pisa e poi con il Catanzaro. 

La piazza calabrese ha potuto vedere da vicino la massima espresione dei suoi principi di gioco, basato su 3-4-1-2 e un 4-4-2 in fase di non possesso. Il suo gioco ha esaltato le caratteristiche di Iemmello, capocannoniere della squadra con 13 reti, e Liberali, trequartista arrivato dal Milan che è stato autore di 4 goal e 4 assist. Anche gli esterni di centrocampo sono fondamentali nella filosofia dell'allenatore abruzzese: Favasuli e Alesi sono stati un valore aggiunto nell'11 del Catanzaro, propositivi in avanti e sempre pronti a ripiegare in difesa per dare una mano ai difensori centrali. 

La scelta della società neroverde di puntare sull'ex calciatore di Roma, Juventus e Milan va in parte nella direzione di dare continuità al lavoro svolto da Fabio Grosso, proponendo nuove idee per risultare ancora più competitivi nella stagione 2026/2027. 

Il primo grande cambiamento riguarderebbe il passaggio alla difesa a 3, dove potrebbero trovare spazio Idzes, Muharemovic e Candé. L'altra novità riguarda la rinuncia di una mezzala in favore dell'utilizzo degli esterni di centrocampo, assenti nel Sassuolo di Grosso. In questo senso, il mercato potrebbe avere un ruolo decisivo. Pensando agli interpreti attualmente in rosa, Doig appare il principale candidato per la fascia sinistra, come ha fatto già a Verona, mentre a destra manca un vero quinto di ruolo: l’unica alternativa sarebbe Coulibaly, arrivato in prestito dal Leicester e ancora in attesa di definire il proprio futuro. Grosso, infatti, si affidava spesso a Walukiewicz da terzino bloccato.

In mediana certo del posto Matic, con Lipani pronto ad esplodere da un momento all'altro. Al fianco del centrocampista serbo giocherebbe uno tra Thorstvedt e Koné. Il canadese potrebbe anche occupare la trequarti, dove però il prescelto sembrerebbe essere Laurienté, con Berardi e Pinamonti a completare l'attacco. Nella stagione che si è appena conclusa, gli attaccanti di Grosso hanno segnato in totale 24 reti, ottimi numeri che Aquilani avrà il compito di replicare se non migliorare. Naturalmente grandi novità arriverano dal mercato, in cui la società neroverde proverà a fare il possibile per accontentare le richieste dell'ex allenatore del Catanzaro

La probabile formazione di Aquilani alla guida del Sassuolo (modulo 3-4-1-2): Turati; Candé, Muharemovic, Idzes; Doig, Thorstvedt, Matic, Coulibaly; Laurienté; Berardi, Pinamonti. Allenatore: Aquilani

Sezione: News / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 16:33
Autore: Leonardo Fantacchiotti
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