Portogallo-Croazia è stato senza ombra di dubbio uno dei sedicesimi di finale, giocati fino a questo momento, più divertenti e spettacolari del torneo. Il risultato è rimasto in bilico fino all'ultimo secondo del match, con la Croazia che ha provato in tutti i modi a trovare il gol del pareggio, prima di arrendersi al fischio finale del norvegese Eskas.

Modric e compagni sono stati fermati sia dalle splendide parate di Diogo Costa, che in più occasioni ha negato il pareggio agli uomini di Dalic, sia da una tecnologia integrata al Trionda, il pallone ufficiale dei Mondiali 2026, che ha stabilito l'irregolarità di una rete di Gvardiol all'ultimo secondo di partita. La Croazia, infatti, era riuscita a scardinare la difesa portoghese, con la rete in allungo del difensore del Manchester City al tredicesimo minuto di recupero. Il gol del classe 2002 si sarebbe potuto iscrivere nell'albo d'oro delle reti leggendarie della competizione, se solo non fosse stato annullato dal direttore di gara dopo una review al VAR. L'azione della Croazia nasce da un cross dalla corsia sinistra di Perisic, sul quale si sono avventati Matanovic e Ruben Dias. In un primo momento sembrava che nessuno dei due fosse riuscito a toccare il pallone, che è poi rimbalzato fortuitamente sulla gamba di Pasalic, prima di essere spedito in rete dalla zampata di Gvardiol. Tuttavia, l'arbitro norvegese ha consultato il VAR, decretando l'annullamento della rete per posizione di fuorigioco e sancendo l'accesso dei portoghesi agli ottavi di finale.

L'irregolarità dell'azione è stata rilevata grazie al sistema "Connected Ball", un sensore di movimento installato nel pallone, in grado di raccogliere informazioni dettagliate su ogni contatto inviandole direttamente al VAR. Grazie a questo chip, gli assistenti sono in grado di identificare con precisione il momento di un eventuale tocco del pallone. Nella trasmissione televisiva è stata mostrata una linea piatta che compie un picco nel momento in cui la palla si avvicina all'attaccante croato, certificandone il tocco decisivo. A smentire qualsiasi polemica è stato proprio Matanovic, che con grande sincerità ha dichiarato: "Onestamente, ho sentito un leggero tocco sui capelli, ma non ero sicuro di averla toccata al 100%".

Il tocco non sarebbe stato visto a occhio nudo o tramite l'ausilio delle telecamere: ecco che la tecnologia è venuta nuovamente in soccorso degli arbitri, annullando giustamente una rete irregolare che sarebbe stata impossibile da rettificare senza l'aiuto di questi nuovi strumenti.

Sezione: News / Data: Ven 03 luglio 2026 alle 17:45
Autore: Alessandro Salvi
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