Ora è ufficiale, Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore del Napoli.
Con il comunicato del presidente Aurelio De Laurentiis prende ufficialmente il via l'avventura dell'allenatore livornese sulla panchina azzurra. Per Allegri si tratta di una situazione che, per certi versi, ricorda molto quella vissuta nell'estate del 2014, quando raccolse l'eredità di Antonio Conte sulla panchina della Juventus. Anche questa volta, infatti, Allegri arriva alla guida di una squadra reduce da un ciclo vincente: nelle ultime due stagioni il Napoli ha conquistato uno Scudetto, una Supercoppa Italiana e un secondo posto. L'obiettivo dell'ex Milan sarà quello di dare continuità a quanto costruito dal suo predecessore, cercando al tempo stesso di imprimere gradualmente la propria identità.
Nel corso della sua carriera Allegri ha sempre dimostrato una grande capacità di adattamento. Più che imporre un sistema di gioco prestabilito, ha costruito le proprie squadre partendo dalle caratteristiche dei calciatori a disposizione. Per questo motivo appare difficile immaginare una rivoluzione immediata. La sensazione è che il Napoli possa inizialmente proseguire sul solco tracciato da Conte, ripartendo dal 3-4-2-1 o dal 3-5-2 che la squadra conosce ormai alla perfezione. Del resto, anche nella sua prima esperienza alla Juventus Allegri confermò inizialmente la difesa a tre ereditata da Conte, salvo trasformare progressivamente il sistema di gioco nel corso della stagione fino ad arrivare alla linea a quattro, scelta che consentì ai bianconeri di raggiungere la finale di Champions League contro il Barcellona.
Proprio la composizione della rosa lascia aperti diversi scenari tattici. Il Napoli dispone infatti di numerosi giocatori capaci di interpretare più ruoli, una caratteristica che potrebbe permettere ad Allegri di modificare l'assetto anche a partita in corso. Di Lorenzo rappresenta probabilmente l'esempio più evidente: può giocare da braccetto destro in una difesa a tre, da terzino in una linea a quattro o da esterno a tutta fascia. Lo stesso discorso vale per Spinazzola e Gutiérrez, entrambi in grado di alternarsi tra il ruolo di terzino e quello di quinto di centrocampo. Anche Politano ha dimostrato nell'ultima stagione di poter interpretare più posizioni, passando con naturalezza da esterno offensivo a esterno di centrocampo.
Più del modulo, però, il primo vero rebus che Allegri dovrà risolvere riguarda il centrocampo. La presenza contemporanea di De Bruyne, McTominay, Lobotka e Zambo Anguissa offre enorme qualità, ma impone anche alcune riflessioni sugli equilibri. Nella passata stagione Antonio Conte ha provato diverse soluzioni per valorizzare De Bruyne e McTominay, prima avanzando lo scozzese sull'esterno sinistro in un particolare 4-1-4-1 e poi arretrandolo accanto a Lobotka nella mediana del 3-4-2-1, complice anche i problemi fisici di Anguissa. Allegri potrebbe inizialmente ripartire dal 3-5-2, schierando McTominay e De Bruyne ai lati del regista slovacco. Una soluzione che, però, lascia qualche dubbio sotto il profilo dell'equilibrio. Se McTominay possiede infatti tutte le caratteristiche della mezzala di inserimento tanto apprezzata dall'allenatore livornese, De Bruyne ha sempre espresso il meglio del proprio calcio giocando negli ultimi trenta metri, con ampia libertà di movimento e pochi compiti difensivi. Non è quindi da escludere che, con il passare delle settimane, il Napoli possa evolversi verso un 4-2-3-1, sistema che permetterebbe al belga di agire alle spalle della punta, lasciando a McTominay il compito di affiancare Lobotka in mediana con continue incursioni offensive, in un ruolo che ricorda per caratteristiche quello ricoperto da Khedira nella Juventus di Allegri. In questo scenario verrebbero valorizzati anche gli esterni offensivi a disposizione di del nuovo allenatore azzurro. Oltre a Politano, Allegri potrà contare sul rientro dall'infortunio di David Neres e soprattutto su Alisson Santos, riscattato a titolo definitivo dallo Sporting Lisbona dopo gli ottimi sei mesi disputati in maglia azzurra. A completare il reparto ci saranno inoltre Giovane, arrivato dal Verona nel corso della scorsa stagione, e Noa Lang, di rientro dal prestito al Galatasaray. Una batteria di esterni ricca di qualità e caratteristiche differenti che potrebbe rappresentare una delle chiavi della nuova gestione Allegri.
Un altro tema destinato ad accompagnare l'estate del Napoli riguarda Romelu Lukaku. Allegri non ha mai nascosto la propria stima nei confronti dell'attaccante belga, già cercato durante la sua seconda esperienza alla Juventus. Resta però da capire se i rapporti con la società potranno ricomporsi e se il centravanti farà parte della rosa nella prossima stagione. In caso di permanenza, si aprirebbe un interessante dualismo con Højlund per il ruolo di riferimento offensivo, senza escludere che, in determinate partite, Allegri possa decidere di schierarli insieme in un attacco a due punte.
Al di là del sistema di gioco, la vera sfida di Allegri sarà trovare il giusto equilibrio in una squadra costruita per vincere subito e ricca di giocatori dalle caratteristiche diverse. Più che imporre un modulo, il nuovo allenatore del Napoli dovrà riuscire a valorizzare il potenziale della rosa, mantenendo la solidità costruita da Conte ma accompagnando, se necessario, una graduale evoluzione tattica. Proprio come accadde alla Juventus nel 2014, anche questa volta il cambiamento potrebbe non essere immediato, ma svilupparsi progressivamente nel corso della stagione.
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