Il Mondiale 2026 sarà anche il torneo delle prime volte. Non solo per alcune nazionali all’esordio assoluto, ma anche per diversi giocatori già centrali nei rispettivi club e nelle proprie nazionali. Giocatori abituati alle grandi partite, che hanno già vinto tanto, quasi tutto, ma ancora senza una gara giocata nella Coppa del Mondo.

Tra i nomi più attesi c’è Erling Haaland. La Norvegia torna al Mondiale dopo l’ultima partecipazione del 1998 e per l’attaccante del Manchester City sarà il debutto assoluto nella competizione. Stesso discorso per Martin Ødegaard, leader tecnico della nazionale norvegese e punto di riferimento dell’Arsenal di Mikel Arteta Con la Spagna ci saranno anche Lamine Yamal e Pau Cubarsí. Yamal è uno dei talenti più cristallini del calcio mondiale, già in ballo anche per il Pallone d’Oro, e vivrà la sua prima esperienza in Coppa del Mondo. Cubarsí, invece, può arrivare al torneo da difensore giovane ma già abituato a responsabilità importanti. Per la Turchia sarà la prima volta di Arda Güler e Kenan Yildiz, due giocatori dalla qualità indiscutibile chiamati ad alzare il livello offensivo della squadra.

Nel gruppo dei debuttanti rientrano anche Viktor Gyökeres e Alexander Isak con la Svezia. Per l’Olanda occhio a Micky van de Ven e Tijjani Reijnders, mentre per la Scozia ci sarà il debutto mondiale di Scott McTominay, centrocampista del Napoli, vincitore nell'anno 2024-2025 del premio di MVP della Serie A, sotto la guida di Conte. Poi c’è la Francia, che può presentare diversi nomi alla prima esperienza: Michael Olise, Désiré Doué, Rayan Cherki e Warren Zaïre-Emery. Una situazione che ormai non sorprende più, infatti, la Francia continua a produrre talenti generazionali con una continuità quasi unica nel panorama europeo.

Nel Portogallo, invece, il nome da seguire è João Neves, alla prima esperienza mondiale e già vincitore di due Champions League, con il PSG. Tra gli altri profili da citare ci sono anche Omar Marmoush con l’Egitto e Nico O’Reilly con l’Inghilterra: due giocatori esplosi entrambi sotto la guida di Guardiola al Manchester City e ora pronti a vivere il loro primo Mondiale. Discorso a parte per Willian Pacho. Il difensore ecuadoriano era già nella rosa dell’Ecuador al Mondiale 2022, ma non scese mai in campo. Per questo il 2026 non sarebbe il suo primo Mondiale da convocato, ma potrebbe diventare il suo primo Mondiale vero. Un dettaglio importante, soprattutto considerando la sua crescita e il peso che può avere nella difesa dell’Ecuador.

Ora arriva il primo vero esame mondiale. Dopo aver vinto campionati nazionali, coppe nazionali e Champions League i giocatori ora sono attesi per la prova forse più difficile.

Sezione: News / Data: Ven 05 giugno 2026 alle 11:03
Autore: Kristian Cataldi
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