Il Belgio arriva al Mondiale 2026 con un carico enorme di domande e con il peso di una “generazione d’oro” che, alla prova dei fatti, non è mai riuscita a trasformare le grandissime potenzialità in un ciclo vincente. Rudi Garcia, al primo grande torneo sulla panchina dei Diavoli Rossi, prova a rimettere ordine in una squadra che ha perso lo status dominante degli ultimi anni ma non ha ancora smarrito del tutto ambizioni e qualità.

“Non siamo più la nazionale che ha guidato il ranking Fifa per sei anni. Siamo outsider e va bene così”, ha ammesso il ct, segnando di fatto la fine di un’epoca in cui il Belgio veniva sistematicamente inserito tra le favorite assolute. Una dichiarazione che fotografa bene il presente: meno pressione esterna, ma anche meno certezze rispetto al passato.

Dentro questo scenario si inserisce il tema più delicato, quello del ricambio generazionale mai davvero completato. “Il Belgio aspetta Lukaku. È un giocatore unico per noi”, ha spiegato Garcia, sottolineando come ancora oggi la squadra dipenda in modo pesante dai suoi uomini simbolo. E proprio la gestione dei veterani diventa uno dei nodi principali: Courtois resta un punto fermo tra i pali, De Bruyne continua a essere il genio creativo anche se ridotto da problemi fisici, mentre Lukaku è chiamato a reggere il peso offensivo pur senza una condizione sempre continua.

Il vero grande rimpianto della “Golden Generation” resta però quello di non aver mai raggiunto una finale internazionale, nonostante anni ai vertici del ranking e una rosa considerata tra le più complete del mondo. Troppi tornei terminati tra aspettative altissime e risultati incompiuti, tra Europei e Mondiali in cui il Belgio ha spesso deluso nei momenti decisivi. Ora lo scenario è cambiato: meno stelle nel pieno della maturità e più interrogativi su una squadra che sta provando a rinnovarsi senza perdere la competitività. Nel Gruppo G del Mondiale, i Diavoli Rossi affronteranno Egitto, Iran e Nuova Zelanda, un girone che sulla carta appare favorevole ma che nasconde insidie soprattutto nella gestione della pressione e della continuità.

Secondo le previsioni del supercomputer Opta, il Belgio resta comunque nettamente favorito per il passaggio del turno, con una probabilità di qualificazione agli ottavi superiore all’85% e una forte chance di chiudere al primo posto del girone. Numeri che confermano come, pur senza più lo status di superpotenza assoluta, i belgi restino una squadra da non sottovalutare. Per Garcia, però, il vero obiettivo va oltre i dati: trasformare l’ultima versione della “generazione d’oro” in una squadra capace finalmente di andare oltre i propri limiti storici e restare in corsa almeno fino alle fasi decisive del torneo.

Sezione: News / Data: Gio 04 giugno 2026 alle 13:00
Autore: Pazzi Di Fanta Redazione
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