Manca sempre meno all'esordio della Francia ai Mondiali 2026. I Bleus, finalisti nell'ultima edizione in Qatar e campioni del mondo nel 2018, si presentano anche quest'anno tra le principali candidate alla vittoria finale, ed esordiranno nel torneo il prossimo 16 giugno alle ore 21:00 contro il Senegal. Nella settimana di avvicinamento alla sfida, il numero 7 dei Bleus, Ousmane Dembélé, ha rilasciato una lunga intervista a Marca, soffermandosi sugli obiettivi della nazionale francese, sul Pallone d'Oro e sulle critiche ricevute da Kylian Mbappé.

L'attaccante francese ha spiegato come nessun riconoscimento individuale possa essere paragonato alla possibilità di vincere una Coppa del Mondo con la propria nazionale, che tra l'altro ha gia vinto nel 2018 alla sua prima convocazione con la Francia. "Vincere il secondo Mondiale sarebbe il massimo. Per un calciatore professionista di alto livello è il trofeo più importante che esista. Sollevare di nuovo quella coppa sarebbe un sogno", ha dichiarato Dembélé. Nonostante venga indicato come uno dei principali favoriti per il Pallone d'Oro, il francese ha ribadito che il premio individuale resta in secondo piano. "È un trofeo eccezionale, ma viene dopo. L'obiettivo principale era vincere la Champions League con il PSG e ora è provare a conquistare un altro Mondiale con la Francia".

Dembélé ha poi parlato delle principali candidate alla vittoria finale. Oltre alla Francia, l'esterno offensivo ha indicato la Spagna tra le squadre più attrezzate della competizione. "La Spagna è senza dubbio tra le favorite. È una nazionale eccezionale dal punto di vista del gioco collettivo, giocano un calcio differente dal nostro, amano tantissimo tenere il pallone, ma noi non siamo da meno, anche a noi piace tenerlo il più possibile. Sarà un Mondiale complicatissimo". Nel corso dell'intervista non è mancata una difesa nei confronti di Kylian Mbappé, spesso criticato nell'ultima stagione. "Sono stati molto ingiusti con lui. A volte viene criticato solo perché è Mbappé. Che si allacci le scarpe o meno, che si tiri su i calzettoni oppure no: è troppo. Resta una persona straordinaria e un giocatore eccezionale. Qui in nazionale è il nostro leader e il nostro capitano".

Spazio infine anche al PSG e a Luis Enrique, indicato come una figura fondamentale nella crescita dell'attaccante francese. Dembélé ha ricordato il momento in cui il tecnico spagnolo lo convinse a trasferirsi a Parigi: "Ricordo perfettamente la sua chiamata. Ero in tournée a Los Angeles con il Barcellona. Mi spiegò il suo progetto, il ruolo che immaginava per me e il nostro futuro insieme al PSG. Mi convinse immediatamente". Il francese ha poi parlato del lavoro svolto negli ultimi anni con l'allenatore e il suo staff: "Da quando sono arrivato al PSG abbiamo ottimizzato tutto: alimentazione, gestione dei minuti, preparazione. Tutto questo mi ha permesso di ritrovare la mia miglior condizione".

Sezione: News / Data: Ven 12 giugno 2026 alle 19:27
Autore: Kristian Cataldi
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