Man mano che ci si avvicina l'inizio della nuova stagione, i ritiri estivi delle squadre di Serie A cominciano a volgere al termine. Quello del Torino ne è un esempio: dopo 14 giorni trascorsi a Pinzolo, un comune in provincia di Trento, i granata faranno ritorno in Piemonte, così da riprendere la loro quotidianità prima dell'inizio della nuova stagione. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Giovanni Simeone ha tratto un bilancio del ritiro, definendolo "molto positivo". L'attaccante argentino si è raccontato ai microfoni della Gazzetta, spiegando soprattutto le novità portate dalla gestione di Abate.

"L'arrivo del nuovo allenatore, e di tutte le nuove persone insieme a lui, ha portato energia nuova al gruppo - ha esordito Simeone -. È un aspetto di cui questo gruppo aveva tanto bisogno: nuova gente, disposta a portare uno spirito nuovo, vincente, così da creare un nuovo Toro".

L'assimilazione di un nuovo tipo di gioco può non essere facile in prima battuta, ma così non è stato per il gioco importato da Abate al Torino: "La ricezione delle idee di Abate è andata benissimo - spiega l'attaccante granata -, soprattutto nei primi giorni. Stiamo cercando di imparare velocemente così da creare una nuova identità alla squadra. I concetti sono nuovi, e quindi complessi da assimilare, ma ci siamo calati molto bene per apprenderli".

Parlando individualmente, Simeone ha anche spiegato tutte le novità del suo gioco nel nuovo sistema dell'allenatore: "Giocare con il sistema di Abate mi sta piacendo molto. Cerca sempre un calcio propositivo, che coinvolge tanto chi sta in mezzo al campo, così da creare uno stile che parte dal basso. Le sue idee e i suoi principi sono molto buoni. Poco importa il risultato contro il Cittadella, che è fine a sé stesso". Per certi versi, un calcio che Simeone ha già vissuto con qualche suo ex allenatore: "Nell'intensità e maniacalità che chiede, mi ricorda qualcosa di Antonio Conte. Ma per quanto riguarda le uscite e il lavoro in campo, allora mi viene in mente Pioli. Ovviamente poi lui ha la sua impronta, e il suo particolare modo di essere".

Infine, ecco un giovane che lo stesso attaccante granata dice di tener d'occhio: "Andrea Luongo! Credo che lui abbia colpito un po' tutti per come gioca. Ha una bella intensità, è umile, silenzioso e soprattutto è uno che lavora. Avevo già capito tutto di lui dopo mezzo allenamento. Deve continuare su questa strada. Secondo me anche Kulenovic, sebbene non sia un giovane come Andrea, ha fatto un grande inizio di preparazione: tanta voglia e spirito!".

Sezione: News / Data: Dom 26 luglio 2026 alle 14:15
Autore: Pietro Facchetti
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