Dopo aver scritto una pagina di storia ai Mondiali, Craig Gordon ha annunciato il ritiro dal calcio giocato. Il portiere scozzese era diventato, all'età di 43 anni, il giocatore più anziano del torneo, la ciliegina sulla torta di una carriera esempio di resilienza e passione. Nel 2012, infatti, una gravissima tendinite rotulea sembrava aver messo fine alla sua storia, ma Gordon riuscì a rialzarsi e, dopo quasi due anni di stop, riuscì a tornare in campo, riconquistando persino un posto nella Scozia. Un ritorno che lo ha trasformato inevitabilmente come uno dei simboli del calcio scozzese.

Il portiere degli Hearts, dopo ben 685 presenze con i club e 84 in nazionale, ha comunicato la sua decisione attraverso un emozionante videomessaggio trasmesso sul suo profilo social.

Craig Gordon ha innanzitutto ripercorso tutta la sua carriera, partendo dai sogni coltivati fin da bambino: "Tutti hanno dei sogni. I miei probabilmente non erano diversi da quelli di tanti ragazzi: giocare per il mio club e per la mia nazionale. Heart of Midlothian e Scozia. Improbabile? Forse. Impossibile? Assolutamente no. Duro lavoro, sacrifici, battute d’arresto: passo dopo passo, i sogni diventano realtà”.

Successivamente si è soffermato sul suo legame con gli Hearts, squadra storica di Edimburgo dove ha disputato ben 333 partite: “Da tifare gli Hearts a giocare per gli Hearts. Anni di duro lavoro non possono mai prepararti completamente. Vuoi rendere orgoglioso te stesso. Vuoi rendere orgogliosa la tua famiglia. Vuoi rendere orgogliosi i tifosiNon c'è niente di meglio che entrare in campo qui a Tynecastle, sentire il boato e festeggiare una vittoria. Ho avuto la fortuna di viverne tantissime. Alcune ci hanno regalato il predominio su Edimburgo. Altre hanno portato trofei. Altre ancora hanno lasciato ricordi europei indelebili. Tutte sono state speciali, perché ho potuto condividerle con i tifosi".

Gordon ha poi rivolto lo sguardo alla sua esperienza con la Scozia, nazionale con cui è riuscito a raggiungere la competizione più importante al mondo: “Non sono un grande cantante, ma sono migliorato un po' dopo aver cantato l'inno nazionale per 84 volte. I nomi più grandi, negli stadi più importanti, sui palcoscenici più prestigiosi. Mi sono goduto ogni singolo momento. Non avrei mai voluto che finisse”.

Nel finale non sono mancati i ringraziamenti a tutte le persone che hanno accompagnato la sua storia nel calcio: “Ma ogni storia ha una fine. Ho vissuto i miei sogni e, per questo, sarò per sempre grato. Grato ai miei compagni di squadra e agli allenatori, che mi hanno spinto a dare sempre il massimo. Grato ai miei avversari, che mi hanno spronato a migliorare. Grato allo staff medico, che mi ha seguito durante tutti questi anni. Grato ai miei cari per il loro sostegno. E grato ai tifosi, che mi sono stati accanto per 24 anni”.

Infine, con le lacrime agli occhi e la voce rotta, Gordon ha definitivamente annunciato il suo addio al calcio: “Ora i guanti sono finalmente appesi al chiodo e saluto la mia carriera da calciatore. Voi, tifosi, mi avete dato tutto, ed è stato un privilegio rappresentarvi. Spero che vi siate divertiti almeno quanto me”.

Una storia speciale, per un uomo ancora prima che un portiere speciale. Craig Gordon è la reincarnazione della resilienza, del sacrificio, della passione ed ora saluta il calcio nel modo più bello possibile, dopo aver raggiunto il sogno di ogni bambino: il Mondiale con la propria nazionale.

Sezione: News / Data: Gio 16 luglio 2026 alle 19:06
Autore: Pazzi Di Fanta Redazione
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