Se continua potrebbe rimanere paralizzato, potrebbe morire”. Davanti a quelle parole, molti avrebbero scelto di fermarsi. Craig Gordon no. A 43 anni, dopo una carriera devastata dagli infortuni e circa 1975 giorni lontani dal campo, il portiere scozzese degli Hearts ha deciso di sfidare il destino per inseguire un sogno che gli era sempre sfuggito: disputare un Mondiale con la maglia della Nazionale scozzese.

Quelle parole gli furono rivolte lo scorso marzo da Usamah Jannoun, specialista della colonna vertebrale che Craig Gordon aveva consultato a Londra per capire l’entità del suo infortunio al collo. La diagnosi però era chiara: ritornare a giocare lo avrebbe esposto ad enormi rischi per la sua salute. In quel momento, come raccontato nel documentario della BBC Icons of Football, si è trovato davanti a un bivio che lui stesso ha descritto così: “Continuare a provare a giocare oppure pensare al resto della mia vita e fermarmi per essere in condizioni fisiche tali da poter giocare con i miei figli, da garantire loro un papà attivo e che può fare con loro le cose che desiderano fare”. La scelta, però, oggi la conosciamo tutti: Gordon non si è arreso. Si è sottoposto alle cure neccessarie e alla fine ha vinto lui.

Craig Gordon parteciperà infatti al suo primo Mondiale in carriera, alla veneranda età di 43 anni, diventando così il giocatore più anziano del torneo. Una scelta di cuore, alla fine di una carriera tormentata dagli infortuni. Problemi alle caviglie, fratture alle braccia e alle gambe, interventi al ginocchio, oltre a guai alle spalle e al collo: secondo la BBC ha saltato più di 200 partite per problemi di natura fisica. Il periodo più difficile arrivò nel 2012 quando fu costretto a rimanere ai box per oltre 2 anni a causa di una tendinite rotulea. Il Sunderland, club in cui militava allora, gli consigliò anche uno psicologo, ipotizzando che il dolore fosse ormai solo frutto della sua “immaginazione”. Ma quel dolore, invece, era tutto fuorché inventato.

Quando il calcio sembrava avergli voltato definitivamente le spalle, Gordon ha trovato nuovamente il modo per risollevarsi: “Più volte ho pensato che questa opportunità fosse svanita. Essere qui oggi è qualcosa di speciale. Adesso il sogno è davanti ai suoi occhi. La Scozia torna al Mondiale dopo 28 anni e avrà tra i pali un vero e proprio eroe, che ha sfidato la morte pur di prendersi il finale che aveva sempre sognato.

Sezione: Estero / Data: Ven 12 giugno 2026 alle 22:00
Autore: Pazzi Di Fanta Redazione
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