Mauricio Pochettino, attuale ct degli Stati Uniti, ha avuto l’opportunità di confrontarsi con diverse realtà calcistiche europee nel corso della sua carriera da allenatore, maturando esperienze In Spagna con l’Espanyol, in Francia con il PSG ed infine in Inghilterra con il Southampton, il Tottenham ed il Chelsea. Nel settembre del 2024 viene ingaggiato dalla nazionale statunitense per guidare il percorso verso i mondiali casalinghi. In questi due anni, ha avuto modo di conoscere a fondo la cultura calcistica americana, ma alcuni aspetti non lo hanno convinto del tutto.

In un’intervista rilasciata a El Pais, Pochettino si è lasciato andare ad alcuni commenti molto decisi: “ La loro cultura è fortemente improntata sul gioco. Vogliono giocare. Noi abbiamo voluto trasmettere loro un concetto diverso: ‘giocare a calcio è una cosa, competere è un'altra'. Sono due sport completamente differenti. Loro sono abituati a crescere in una cultura del gioco. Basta guardare la MLS: se non vinci una partita da tre mesi e sei in fondo alla classifica, quali sono le reali conseguenze? Non ci sono promozioni o retrocessioni, né competizioni internazionali".

Negli sport americani si premiano i perdenti! Il calcio però è un altro sport: se premi chi non vince… Se non hai degli obiettivi, non puoi lottare con decisione. Infatti, se si perde non succede niente. Viene licenziato semplicemente l'allenatore. Inoltre, il giocatore americano di norma è disciplinato ma con un senso di compiacimento che nel calcio non può funzionare. Ci è voluto un anno e mezzo per cambiare questa mentalità”.

Il ct degli Stati Uniti, Mauricio Pochettino, ha acceso dunque i riflettori sul basso livello di competitività della MLS. Un campionato che negli ultimi anni ha registrato un importante aumento dei numeri e del seguito, anche grazie all’arrivo di Lionel Messi, ma che non è ancora mai riuscito a compiere il salto decisivo verso la consacrazione internazionale. Inoltre, nel sistema sportivo americano, le squadre che chiudono la stagione nelle ultime posizioni possono beneficiare delle prime scelte al Draft, assicurandosi così l’opportunità selezionare i migliori talenti in circolazione, proprio come nella NBA. Una logica pensata per garantire equilibrio tra le varie squadre ma che, al tempo stesso, ha contribuito alla diffusione del fenomeno del “tanking”, la tendenza per alcuni club di perdere, volutamente, solo per assicurarsi una posizione più vantaggiosa al draft dell’anno successivo.

Chissà, però, che proprio questo mondiale disputato in casa non possa rappresentare il punto di svolta per il Paese.

Sezione: News / Data: Mar 16 giugno 2026 alle 23:05
Autore: Pazzi Di Fanta Redazione
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