Il Mondiale 2026 è ormai entrato nel vivo e le prime gerarchie dei gironi stanno già iniziando a delinearsi. In tal senso, il gruppo I, che comprende Norvegia, Iraq, Francia e Senegal, potrebbe riservare diverse sorprese. Mercoledì 17 giugno, a mezzanotte italiana, andrà in scena la sfida tra Iraq e Norvegia, che si affronteranno al Gillette Stadium di Foxborough, nel Massachusetts.
Per la Norvegia di Solbakken questa partita rappresenta il ritorno alla Coppa del Mondo dopo 28 anni di assenza, grazie a un girone di qualificazione da record. Haaland e compagni hanno infatti chiuso il gruppo I al primo posto, vincendo tutte e 8 le partite disputate e facendo registrare una differenza reti di +32. In questo percorso, Haaland è stato decisivo con 16 reti realizzate nel girone.
La potenza offensiva della Norvegia è stata sotto gli occhi di tutti, così come la consapevolezza di trovarsi di fronte alla miglior generazione della storia del calcio norvegese, che potrebbe ambire a superare il miglior risultato ottenuto dalla nazionale scandinava ai Mondiali, ovvero gli ottavi di finale raggiunti nelle edizioni del 1938 e del 1998. Il record di gol della Norvegia nella competizione appartiene a Rekdal, unico calciatore nella storia della nazionale ad aver segnato due reti ai Mondiali. Le possibilità che questo primato venga almeno eguagliato, già a partire dalla sfida contro l'Iraq, sono cospicue, soprattutto considerando la stagione di Erling Haaland, autore di 38 gol in 52 partite.
I favori del pronostico non sono dalla parte dell'Iraq, anche se la nazionale allenata da Graham Arnold ha mostrato grande resilienza nel lungo percorso di qualificazione asiatico. Dopo il secondo posto nel girone della quarta fase delle qualificazioni, i Leoni della Mesopotamia hanno superato gli Emirati Arabi Uniti in un doppio confronto terminato con il punteggio complessivo di 3-2. Grazie a questo successo, l'Iraq ha avuto accesso all'ultimo spareggio contro una delle altre nazionali provenienti dagli altri continenti. In quella gara secca, disputata in campo neutro, la squadra di Arnold ha sconfitto la Bolivia, conquistando così la seconda qualificazione alla Coppa del Mondo nella storia della nazionale irachena.
Graham Arnold proverà a compiere l'impresa schierando i suoi con un 4-2-3-1, con Hassan tra i pali. La linea difensiva favorita per partire dal primo minuto è composta da Ali, Tahseen, Sulaka e Doski. In mediana dovrebbe agire la coppia Al-Ammari-Iqbal, alle spalle della trequarti formata da Bayesh, Jasim e Al-Hamadi. In attacco spazio a Hussein, unico riferimento offensivo.
La Norvegia di Solbakken dovrebbe invece confermare il 4-3-3 già visto durante le qualificazioni. In porta è certa una maglia da titolare per Nyland. Sulle corsie difensive i favoriti sono Ryerson a destra e Wolfe a sinistra, mentre al centro dovrebbero agire Ajer e Heggem. Il terzetto di centrocampo dovrebbe essere lo stesso visto nelle amichevoli di preparazione al Mondiale, composto da Odegaard, Berge e Aursnes. Anche in attacco sembrano esserci pochi dubbi: Nusa sulla sinistra, Haaland al centro e Sorloth sulla destra. L'attaccante dell'Atletico Madrid ha già ricoperto più volte quel ruolo con la maglia della nazionale, pur interpretandolo in maniera diametralmente opposta rispetto a Nusa.
IRAQ (4-2-3-1): Hassan; Ali, Tahseen, Sulaka, Doski; Al-Ammari, Iqbal; Bayesh, Jasim, Al-Hamadi; Hussein. CT: Arnold
NORVEGIA (4-3-3): Nyland; Ryerson, Ajer, Heggem, Wolfe; Odegaard, Berge, Aursnes; Sorloth, Haaland, Nusa. CT: Solbakken
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