La scelta è stata presa e adesso è arrivata anche la firma. Dopo settimane di casting, numerosi nomi valutati e una lunga attesa, il Milan ha deciso di ripartire da Ruben Amorim, il 41enne allenatore portoghese, senza squadra dopo la separazione dal Manchester United dello scorso gennaio. Sarà quindi l'ex Sporting il successore di Massimiliano Allegri. I rossoneri puntano dunque su un profilo giovane e ambizioso, una decisione coraggiosa ma non priva di incognite. Amorim è infatti un allenatore dalle idee molto chiare, capace di ottenere risultati eccellenti durante la sua esperienza allo Sporting, ma reduce dall'esonero al Manchester United dopo 63 panchine in cui non è riuscito a invertire il momento difficile dei Red Devils.
Dal modulo alla composizione della rosa, sono diversi i cambiamenti che i rossoneri potrebbe affrontare con l'arrivo del nuovo allenatore. Le squadre di Amorim si distinguono infatti per un'identità di gioco ben definita, aggressiva e riconoscibile, spesso caratterizzata da una linea difensiva molto alta e da sistemi come il 3-4-2-1 o il 3-4-3. Amorim appartiene a quella categoria di allenatori che predilige una costruzione ragionata dal basso, coinvolgendo attivamente portiere e difensori centrali nell'avvio dell'azione. In quest'ottica, Maignan rappresenta il profilo ideale per il portoghese, mentre il reparto arretrato sembra quello maggiormente destinato a subire modifiche. Serviranno infatti qualità nell'impostazione e velocità nel difendere lontano dalla propria porta. Pavlovic, reduce da una stagione positiva, potrebbe quindi tornare a ricoprire un ruolo centrale nel progetto rossonero. Al momento, rifacendoci alla rosa attuale, Gabbia e Tomori appaiono i principali candidati a completare il reparto.
Uno dei punti di riferimento della manovra rossonera sarà presumibilmente un regista come Jashari o Ricci, in attesa di capire gli sviluppi della situazione legata a Modric. Amorim ama inoltre infatti affidarsi a un centrocampista capace di abbassarsi per gestire i tempi di gioco, come faceva Hjulmand allo Sporting, liberando spazio per gli inserimenti dell'altro interno. Una caratteristica che si sposerebbe perfettamente con le qualità di Rabiot. Fondamentale sarà anche il contributo degli esterni, ai quali verrà richiesto un apporto costante nella fase offensiva. Durante la sua esperienza allo Sporting, Amorim ha spesso adattato giocatori offensivi come Quenda e Araujo al ruolo di esterni a tutta fascia, privilegiando profili capaci di incidere nell'ultimo terzo di campo. In questo contesto, Saelemaekers potrebbe rivelarsi ancora una volta una risorsa preziosa grazie alla sua capacità di garantire equilibrio nelle due fasi di gioco, mentre dalla parte opposta la scelta sarebbe tra Estupinan e Bartesaghi.
Il grande tema resta però quello legato all'attacco, con il futuro di Leao che - per sua stessa ammissione - dovrebbe essere lontano da Milanello. Alle spalle della punta, il tandem formato da Pulisic e Nkunku avrebbe caratteristiche particolarmente adatte alle idee di Amorim, anche se il reparto offensivo potrebbe necessitare di altri rinforzi. Al centro dell'attacco, invece, Gimenez potrebbe essere uno dei giocatori maggiormente valorizzati dal nuovo allenatore, qualora dovesse restare in rossonero. Nelle sue precedenti esperienze, Amorim ha spesso puntato su attaccanti fisici e strutturati come Gyokeres e Sesko, ma al tempo stesso dotati della capacità di attaccare la profondità. Resta quindi da capire se sarà proprio il Bebote il terminale offensivo del nuovo corso rossonero.
La probabile formazione del Milan di Amorim (3-4-2-1): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Modric (Jashari), Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Nkunku; Gimenez.
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