Da quando il Parma ha interrotto la striscia di partite senza sconfitte di Allegri, il Milan non ha più avuto mezzi termini: 4 vittorie e 4 sconfitte (Parma compreso). C'è un giocatore rossonero, pupillo di Allegri dai tempi della Juventus, che nella stagione in corso si è rivelato veramente l'arma in più per il Milan: Adrien Rabiot. Il centrocampista francese ha posto il suo sigillo anche nell'ultima partita di campionato - contro il Verona -, realizzando la rete che ha sancito l'undicesima vittoria di fila del Milan contro la squadra gialloblù.

Quello di Rabiot è il 6º gol da quando ha indosso la maglia del Milan, realizzazioni che - se affiancate ai 4 assist realizzati - lo spediscono dritto in doppia cifra di contributi offensivi. Nel 3-5-2 di Allegri gioca da mezzala, affiancando spesso la qualità di Modric (in cabina di regia). Ciò che, però, lo consacra veramente come un'arma tattica, è la sua capacità di inserimento: alto 1.91m, ha una corsa ed una forza nelle gambe da cavallo di razza, che gli permettono di tenere un passo importante, andando a sfilare in velocità dietro alle difese avversarie - ed il gol contro il Verona ne è un esempio.

Le altre reti sono state realizzate contro il Torino (un gol per partita, tra andata e ritorno), Bologna e Como, il che dimostra quanto si trovi bene a fare questo tipo di lavoro fisico, dato che le difese di queste squadre sono tra le più robuste di tutto il campionato, e hanno dimostrato di soffrire la sua velocità. Il francese era arrivato quasi allo scadere del mercato - tanto che si è perso la 1ª partita contro la Cremonese -, in seguito ad uno screzio avuto con Rowe al Marsiglia, ma per il Milan è stata una delle svolte di stagione. Con una fantamedia di 7,25, Rabiot rappresenta tranquillamente un giocatore da 1º slot, che si esalta nelle partite in cui servono le sportellate dei giorni migliori. La prossima dei rossoneri è contro la Juventus, e chissà che non assisteremo ad un suo bonus anche per quella che è la fantomatica "legge dell'ex".

Sezione: News / Data: Lun 20 aprile 2026 alle 10:58
Autore: Pietro Facchetti
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