Il Mondiale 2026 sta regalando molte più sorprese del previsto: da nazionali che stanno stupendo tutti, ad altre selezioni che hanno invece deluso nelle loro prime apparizioni. Che questa edizione della Coppa del Mondo fosse destinata a entrare nella storia era prevedibile già prima del calcio d'inizio: basti pensare al fatto che si tratta della prima edizione organizzata in tre nazioni differenti.

Oltre all'aspetto geografico, il Mondiale 2026 sembra direzionato anche per diventare anche l'edizione con il maggior numero di reti siglate. A favorire questo dato c'è certamente l'ampliamento del torneo a 48 nazionali, con il conseguente aumento delle partite, passate a 104. Nonostante questa doverosa premessa, c'è un dato che colpisce particolarmente: l'edizione 2026 è appena entrata nella storia come quella più rapida dopo 68 anni a raggiungere quota 100 gol, dopo appena 33 partite. Il primato rimane imbattibile: nel 1954 le nazionali coinvolte impiegarono appena 20 gare a raggiungere la soglia delle 100 reti 

Le ragioni per cui nelle prime 33 partite di questo Mondiale si sia registrata una media di 3,09 gol a gara sono molteplici. La spiegazione più immediata potrebbe essere legata proprio all'allargamento della competizione: l'aumento dei posti disponibili nelle varie confederazioni ha permesso la qualificazione di nazionali dal livello inferiore rispetto alle grandi potenze del calcio mondiale. A sostegno di questa tesi si possono citare risultati come il 7-1 della Germania contro Curaçao o il 6-0 del Canada contro il Qatar.

Si tratta di un ragionamento certamente fondato, ma non sufficiente a spiegare da solo il fenomeno. Questo Mondiale ha infatti già offerto diversi risultati inattesi in partite che sulla carta sembravano fortemente sbilanciate. Emblematico è il pareggio tra Spagna e Capo Verde, ovvero tra la seconda nazionale del ranking FIFA e la sessantasettesima. Oppure lo storico pareggio ottenuto da Curaçao contro l'Ecuador, che ha consentito all'Onda Blu di conquistare il primo punto della propria storia in una fase finale di un Mondiale.

Una spiegazione più ampia questo potrebbe essere che, in quest'edizione, sia evidente come il gap tra le nazionali più blasonate e quelle di medio livello sia diminuito drasticamente. Un segnale che potrebbe rappresentare la conferma del lavoro svolto dalla FIFA negli ultimi anni per favorire la crescita del calcio a livello globale. In questo senso, un recente comunicato evidenzia come grazie al FIFA Forward Development Programme siano stati stanziati circa 2,8 miliardi di dollari a favore delle 211 federazioni affiliate, con l'obiettivo di accellerare lo sviluppo dei movimenti calcistici in questi territori. 

Sezione: News / Data: Dom 21 giugno 2026 alle 19:04
Autore: Alessandro Salvi
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