Scott McTominay è diventato a tutti gli effetti un simbolo della nazionale scozzese. A testimoniarlo, ecco un murales di quasi 11 metri che lo ritrae su una casa di Hamped Park, nel momento in cui realizza la splendida rovesciata contro la Danimarca, valsa il momentaneo 1-0, ma anche l'approdo ai Mondiali dopo un'assenza lunga 28 anni. McTominay è diventato un'icona tanto in patria quanto a Napoli, attuale squadra di club, dove è esploso dopo la complicata esperienza al Manchester United

Steve Clarke, l'attuale CT della selezione scozzese, ha sostenuto in un'intervista rilasciata al The Telegraph, come il suo addio al Manchester United sia la dimostrazione di come un giocatore sia diventato vittima dei "leoni da tastiera": "A volte Scott non partiva titolare, altre volte subentrava dalla panchina, ma è sempre stato utilizzato da ogni allenatore passato sulla panchina dello United. Le persone credono che abbia una storia incredibile, ma ciò è solo l'ennesimo esempio di come le critiche sui social media modifichino la realtà. Forse, se avesse ricevuto lo stesso livello di supporto che i leoni da tastiera gli hanno riservato con le critiche, oggi sarebbe un giocatore chiave per loro".

Secondo Clarke, ciò di cui aveva bisogno era proprio di un'esperienza come quella vissuta a Napoli: "Penso che ciò di cui avesse davvero bisogno fosse ciò che ha a tutti gli effetti trovato a Napoli, ovvero un allenatore ed un ambiente che si fida di lui, e che lo lascia giocare ogni settimana. Tutto questo l'ha reso uno dei giocatori chiavi della sua squadra, così come lo è diventato della Scozia". L'allenatore scozzese ha concluso con parole al miele per il proprio centrocampista: "È un ottimo esempio di quello che dovresti essere come calciatore professionista, e di quale cura dovresti usare nel prenderti cura di te stesso".

Sezione: News / Data: Ven 19 giugno 2026 alle 23:30
Autore: Pietro Facchetti
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