Da pochi minuti è terminata la sfida tra Inter e Parma, gara valida per la 35ª giornata di Serie A. Il punteggio finale della sfida di San Siro è stato di 2-0, in favore dei nerazzurri, grazie alle reti di Thuram e Mkhitaryan.
Grazie a questo risultato i nerazzurri conquistano la matematica vittoria del ventunesimo scudetto della sua storia, riuscendo ad allungare a 12 punti sul Napoli secondo in classifica, a tre giornate dal termine del campionato. La stagione dei nerazzurri è stata praticamente perfetta in campionato, tuttavia alla squadra di Chivu rimane ancora un altro grande obiettivo in gioco: il 13 maggio i nerazzurri sono infatti attesi a Roma per la finale di Coppa Italia contro la Lazio, che potrebbe portare il secondo trofeo stagionale a Lautaro e compagni.
Cristian Chivu al termine dei 90 minuti è intervenuto così ai microfoni di DAZN: "Sono felice per questo gruppo, per la società, per i tifosi che ci hanno sempre sostenuto e che hanno subito la narrativa dell'anno scorso. La squadra è stata brava a rinascere e ritrovare la motivazione giusta per fare una grande stagione. Oggi è merito dei ragazzi che hanno dato tutto".
Ha poi proseguito: "Avevamo l'obbligo di provare ad essere competitivi in stagione. Siamo riusciti a dare continuità a quello di buono che abbiamo fatto fin dall'inizio, rialzandoci nei momenti di difficoltà e nelle sconfitte. Il mese di febbraio è stato quello che ci ha fatto capire che eravamo una squadra competitiva".
L'allenatore rumeno ha continuato: "Sono felice per lo scudetto, ma sto pensando alla finale di Coppa Italia. Oggi evevamo l'opportunità di vincere davanti ai nostri tifosi. La società ci ha sempre dato grande conforto in ogni momento della stagione. Ho sempre cercato di essere vicino ai ragazzi, cerco di non commetere gli errori che ho subito da giocatore. Mi sono promesso di fare l'allenatore come voglio io: di essere empatico, di essere sincero con i miei ragazzi".
Ha infine concluso: "Abbiamo approcciato la stagione cercando di essere sempre propositivi, anche se a seconda dell'avversario dovevamo fare delle accortezze. Siamo stati bravi, anche perché il lavoro dei miei predecessori è stato grandioso".
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