La stagione di Serie A 2025/2026 sta volgendo al termine e, a meno di ribaltoni nelle ultime tre giornate, potrebbe essere ricordata per un record negativo degli ultimi anni. Grazie alla rete di Dusan Vlahovic contro il Verona, il totale dei gol su calcio di punizione diretta in campionato è salito a quota 11. Il trend degli ultimi dieci anni mostra un netto calo delle reti da fermo: nella passata stagione erano state 14, anche se all’inizio dell’anno sembrava che questo andamento potesse essere invertito. I gol di Nico Paz e De Bruyne alla prima giornata avevano infatti acceso la speranza, tra gli appassionati, di rivedere degli specialisti di questo fondamentale, sempre più rari col passare delle stagioni.

La stagione 2025/2026 potrebbe dunque essere ricordata come quella con meno gol su punizione diretta dell’ultimo decennio. Il confronto con il passato è impressionante: basti pensare ai 33 gol della stagione 2015/2016 o ai 36 del 2017/2018, record assoluto. Dopo quelle annate straordinarie, si è registrato un calo costante nelle stagioni successive, culminato proprio nell’attuale campionato.

Un altro dato preoccupante è che, arrivati alla 35ª giornata, nessun calciatore abbia segnato più di una rete su calcio di punizione: le 11 realizzazioni sono infatti distribuite tra 11 marcatori diversi. È vero che in Serie A non orbitano più specialisti del calibro di Pirlo, Pjanic o Kolarov, ma sarebbe riduttivo sostenere che non esistano più buoni tiratori. Giocatori come Malinovskyi, Vlahovic, De Bruyne, Nico Paz o Dimarco non possono certo essere definiti pessimi battitori. Il motivo di questo calo è probabilmente più profondo e meno immediato.

Provando a dare una spiegazione a questo trend negativo, si può fare riferimento a uno studio pubblicato da The Athletic nel 2022, secondo cui nei cinque principali campionati europei la percentuale di realizzazione sui calci di punizione si aggira intorno al 6%, ovvero appena 6 gol ogni 100 tentativi. In un calcio sempre più guidato dai dati, è plausibile che le squadre tendano a evitare soluzioni considerate a bassa probabilità di successo. Un’altra possibile spiegazione riguarda l’evoluzione tattica del nostro campionato: molte squadre prediligono sviluppare il gioco sulle corsie laterali piuttosto che centralmente, anche per la diffusione dei sistemi con esterni di centrocampo al posto dei trequartisti. Questa tendenza porta a giocare più spesso lontano dalla zona centrale, riducendo le occasioni di calciare punizioni da posizioni realmente pericolose.

Sezione: News / Data: Dom 03 maggio 2026 alle 22:00
Autore: Alessandro Salvi
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