Accordo raggiunto: Ruben Amorim sarà il nuovo allenatore del Milan. Se oggi viene considerato uno degli allenatori più influenti della nuova generazione, gran parte del merito va anche alla sua capacità di valorizzare i calciatori. Nel corso della sua esperienza allo Sporting CP, l'allenatore portoghese ha infatti trasformato diversi profili promettenti in giocatori di livello internazionale, costruendo un sistema capace di esaltarne le qualità e accelerarne la crescita. Tra tutti, cinque nomi rappresentano al meglio il suo lavoro: Viktor Gyökeres, Francisco Trincão, Gonçalo Inácio, Pedro Porro e Nuno Mendes.
Il caso più evidente è quello di Viktor Gyökeres. Quando arrivò allo Sporting nell’estate del 2023 era reduce da ottime stagioni in Championship, ma pochi immaginavano che potesse imporsi tra gli attaccanti più prolifici d’Europa. Amorim ha costruito gran parte del proprio gioco attorno alle sue caratteristiche, concedendogli libertà negli spazi e sfruttandone la straordinaria capacità di attaccare la profondità. Il risultato si vede oggi visto che è diventato uno dei centravanti più ricercati del panorama europeo. Manuel Ugarte rappresenta perfettamente la capacità di Amorim di individuare e valorizzare il potenziale dei propri giocatori. Arrivato allo Sporting nell’estate del 2021 dal Famalicão, il centrocampista uruguaiano era considerato un prospetto interessante ma ancora lontano dai riflettori internazionali. Con Amorim ha affinato soprattutto la lettura delle situazioni di gioco, diventando il principale equilibratore della squadra. Aggressivo nel recupero del pallone, instancabile nelle coperture e sempre più sicuro nella gestione del possesso, Ugarte è cresciuto rapidamente fino a diventare uno dei migliori mediani del campionato portoghese. Le sue prestazioni gli hanno permesso di attirare l’interesse dei maggiori club europei, portandolo prima al Paris Saint-Germain e successivamente al Manchester United. Un percorso che testimonia quanto il lavoro di Amorim sia stato determinante nella sua maturazione calcistica.
Diverso, ma altrettanto significativo, il percorso di Francisco Trincão. Dopo le esperienze poco convincenti tra Barcellona e Wolverhampton, la sua carriera sembrava essersi fermata. Amorim gli ha restituito fiducia e continuità, collocandolo in una posizione che gli permettesse di incidere sia nella costruzione del gioco che negli ultimi metri. Con il tecnico portoghese è tornato a esprimere il talento che aveva attirato l’attenzione dei grandi club europei, diventando uno dei migliori riferimenti offensivi dello Sporting.
Anche Gonçalo Inácio deve molto alla gestione di Amorim. Lanciato in prima squadra in giovane età, è cresciuto all’interno di un sistema difensivo che ne ha valorizzato le qualità tecniche e la capacità di impostare dal basso. Da promessa del vivaio si è rapidamente trasformato in uno dei centrali più affidabili del calcio portoghese, conquistando spazio anche con la nazionale. Un percorso simile a quello di Nuno Mendes, che Amorim ha avuto il coraggio di promuovere stabilmente tra i professionisti quando era ancora un adolescente. Le sue qualità atletiche erano evidenti, ma è stato il lavoro tattico svolto allo Sporting a renderlo un esterno completo e pronto per il salto ai massimi livelli.
Infine Pedro Porro, probabilmente uno dei giocatori che più ha beneficiato del sistema di Amorim. Da terzino offensivo con margini ancora da sviluppare è diventato uno dei migliori quinti d’Europa. Inserito in un contesto che gli consentiva di attaccare costantemente, ha affinato la fase offensiva senza perdere efficacia in copertura, attirando così l’interesse del Tottenham e confermandosi successivamente anche in Premier League.
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