Domani, sabato 30 maggio, andrà in scena l’ultimo atto della Champions League 2025/26. La finale, in programma alle ore 18:00 alla Puskás Arena di Budapest, vedrà affrontarsi Paris Saint-Germain e Arsenal, in una sfida che promette spettacolo.

Da un lato ci saranno i campioni in carica del PSG, a caccia del secondo trionfo consecutivo dopo il successo ottenuto nella passata stagione contro l’Inter di Simone Inzaghi. La squadra di Luis Enrique ha saputo reinventarsi dopo l’addio di Kylian Mbappé, trasformandosi in un gruppo ancora più solido e maturo, con un'incredibile consapevolezza nei propri mezzi. Il percorso europeo dei parigini di quest'anno ne ha confermato la crescita, soprattutto nella doppia semifinale contro il Bayern Monaco: dopo il rocambolesco 5-4 del Parc des Princes, è arrivato l’1-1 dell’Allianz Arena che ha certificato tutta la personalità e la capacità del PSG di gestire le grandi notti europee.

Dall’altra parte ci sarà invece l’Arsenal di Mikel Arteta, fresco campione d’Inghilterra dopo ventidue anni di attesa. I Gunners hanno ora la grande occasione di rendere la stagione storica, conquistando per la prima volta la Champions League. Nonostante non partissero tra le principali favorite, i londinesi sono riusciti a spingersi fino alla seconda finale europea della loro storia, dopo quella persa nel 2006 contro il Barcellona proprio a Parigi. Decisiva, nel loro percorso verso Budapest, la semifinale vinta contro l’Atletico Madrid di Diego Simeone: dopo l’1-1 del Metropolitano, è bastato l’1-0 dell’Emirates per conquistare la qualificazione.

Si prospetta una sfida unica e affascinante, come da tradizione per le finali di Champions League, resa ancora più speciale da una statistica curiosa. A distanza di ben cinquantacinque anni, infatti, torneranno ad affrontarsi nell’atto conclusivo della competizione due squadre provenienti da capitali europee diverse: Parigi e Londra. Un evento che non si verificava dal 1971, quando a Wembley si sfidarono Ajax e Panathinaikos.

Sezione: News / Data: Ven 29 maggio 2026 alle 18:40
Autore: Alessio Uberti
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