Nicolò Barella, attualmente impegnato nel ritiro estivo con l'Inter a Donaueschingen, guarda con determinazione alla prossima stagione, dopo una stagione che lo ha visto trionfare sia in Serie A che in Coppa Italia. Pilastro indiscusso del centrocampo nerazzurro e ormai uno dei veterani del gruppo, il vicecapitano rappresenta uno dei punti di forza della formazione guidata da Cristian Chivu. In un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il calciatore ha toccato diversi argomenti importanti, dalle prime richieste di Chivu in vista della prossima stagione alla propria evoluzione tattica, passando per l'analisi dei giovani talenti presenti in rosa, fino ad arrivare ai grandi traguardi di squadra e ai sogni ancora da realizzare con la maglia dell'Inter e con la Nazionale.

Il centrocampista nerazzurro ha iniziato l'intervista parlando del lavoro che la squadra sta svolgendo sotto la guida di Chivu e delle responsabilità crescenti all'interno dello spogliatoio: "Il mister ci sta spronando a fare ancora meglio rispetto al passato, chiedendoci di esprimere la nostra migliore identità di gioco fin da subito. È una preparazione tosta e ognuno ha i suoi tempi per entrare in condizione. A livello personale, Chivu mi chiede di mettere le mie qualità al servizio del gruppo. In questo momento, vista l'assenza temporanea di Lautaro, avverto anche il compito di farmi sentire maggiormente in campo e dare l'esempio".

Si è poi soffermato sulla propria maturazione calcistica, ora che ha 29 anni e sul rapporto con i giovani compagni di squadra: "Sto affrontando una fase della carriera in cui cerco di gestire le forze in modo più intelligente, adottando uno stile di gioco più attento e meno dispendioso rispetto a quando ero più giovane, sfruttando anche l'aiuto che ci danno gli esterni. Non mi sento obbligato a essere una guida a tutti i costi, ma mi fa piacere mettere la mia esperienza a disposizione. Tra i giovani, Sucic ha dimostrato una tecnica innata e si è già espresso ad alti livelli. Anche Stankovic è cresciuto molto grazie all'esperienza lontano dall'Inter, mentre Massolin unisce doti fisiche e tecniche notevoli. Su Pio Esposito le aspettative sono alte e nel calcio italiano le pressioni non mancano, ma ha il gol nel sangue e noi più esperti dobbiamo proteggerlo e aiutarlo a esprimersi al meglio".

Ha infine fissato i prossimi obiettivi stagionali, tornando anche sulle delusioni europee e sul suo percorso personale e in Nazionale: "In un club come l'Inter l'unico traguardo possibile è la vittoria. Quest'anno l'asticella si alza, vogliamo confermarci in Italia e provare a fare quel passo in più in Europa. Non aver conquistato la Champions League, dopo essere arrivati a un passo dal trionfo, rimane un rimpianto enorme che spero di poter cancellare arrivando di nuovo in fondo. Guardando al futuro, il mio grande desiderio in azzurro resta quello di poter disputare un Mondiale, dopo aver vinto l'Europeo e aver poi vissuto due mancate qualificazioni ai Mondiali. Per quanto riguarda l'Inter, sono orgoglioso di quanto fatto finora; il mio obiettivo è continuare a dare tutto per questi colori, con l'idea di chiudere la mia carriera a Milano".

Sezione: News / Data: Mar 21 luglio 2026 alle 10:45
Autore: Pazzi Di Fanta Redazione
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