Il Mondiale non è ancora iniziato, ma è già destinato a entrare nella storia. Per la prima volta la competizione accoglierà infatti 48 nazionali, che si sfideranno tra Canada, Stati Uniti e Messico in un'edizione senza precedenti. Saranno inoltre quattro le squadre al debutto assoluto nella fase finale della Coppa del Mondo: Capo Verde, Curaçao, Giordania e Uzbekistan. Tutte arriveranno con il sogno di conquistare la prima vittoria mondiale della propria storia. Ma non saranno le sole a inseguire un traguardo storico. Tra le nazionali qualificate ce ne sono infatti diverse che, nonostante abbiano già preso parte a una o più edizioni del torneo, non sono ancora riuscite a vincere una partita. Il Mondiale del 2026 rappresenta quindi un'occasione unica per interrompere questo digiuno e scrivere una nuova pagina della propria storia calcistica.
CANADA: I padroni di casa si presentano al torneo con due partecipazioni alle spalle, quelle del 1986 e del 2022. Il bilancio, però, è ancora fermo a sei sconfitte in altrettante partite disputate. Questa generazione ha già lasciato il segno grazie al primo gol canadese nella storia del Mondiale, realizzato da Alphonso Davies contro la Croazia, ma ora davanti al proprio pubblico l'obiettivo sarà compiere un ulteriore passo avanti e conquistare finalmente il primo successo.
EGITTO: Se in Africa rappresenta una vera e propria potenza grazie alle sette Coppe d'Africa conquistate, il discorso cambia quando si parla di Mondiali. Nelle tre apparizioni nel 1934, 1990 e 2018 gli egiziani non sono infatti mai riusciti a vincere una gara. Per Mohamed Salah e compagni il torneo americano sarà quindi l'occasione per colmare una delle poche lacune rimaste nella storia della nazionale.
HAITI: Dopo ben 52 anni d'assenza, Haiti torna finalmente a disputare una Coppa del Mondo. L'unica esperienza precedente risale al 1974 e si concluse con tre sconfitte, tra cui il 3-1 subito contro l'Italia. Stavolta la missione appare tutt'altro che semplice, visto che nel girone dovrà affrontare avversarie del calibro di Brasile, Marocco e Scozia.
IRAQ: Anche per l'Iran si tratta soltanto della seconda partecipazione mondiale. Dall'esordio del 1986 sono trascorsi quarant'anni e la nuova generazione proverà a ottenere ciò che i predecessori non riuscirono a fare. Il compito, però, si annuncia complicato contro avversari di altissimo livello livello come Norvegia, Francia e Senegal.
NUOVA ZELANDA: La nazionale degli All Blacks è andata più volte vicina all'appuntamento con la prima vittoria. Se nel 1982 arrivarono tre sconfitte, nel 2010 i neozelandesi riuscirono addirittura a chiudere il girone imbattuti grazie a tre pareggi, compreso lo storico 1-1 contro l'Italia. Un risultato che non bastò per qualificarsi agli ottavi, ma che dimostrò la crescita della nazionale. Nel 2026 proveranno a fare l'ultimo passo che ancora manca.
QATAR: Dopo aver ospitato il Mondiale del 2022, il Qatar vuole lasciarsi alle spalle un'edizione conclusa con tre sconfitte in tre partite. L'esperienza accumulata negli ultimi anni e la maggiore abitudine a competere a livello internazionale potrebbero aiutare la squadra guidata da Julen Lopetegui a centrare il primo risultato storico della sua avventura mondiale.
CAPO VERDE: Tra le debuttanti è probabilmente una delle nazionali più interessanti. Nelle qualificazioni ha sorpreso tutti chiudendo davanti a una nazione esperta come il Camerun e guadagnandosi per la prima volta un posto al Mondiale. Il sorteggio non è stato particolarmente benevolo, con Spagna e Uruguay nel girone, ma la netta vittoria per 3-0 contro la Serbia dimostra che gli africani potrebbero continuare a stupire.
CURAÇAO: La nazionale caraibica entrerà nella storia come una delle più piccole per popolazione ad aver raggiunto una fase finale mondiale. L'esordio avverrà in un girone molto competitivo con Costa d'Avorio, Germania ed Ecuador, ma proprio l'assenza di pressioni potrebbe trasformare Curaçao in una delle possibili sorprese del torneo.
GIORDANIA: Per anni ha inseguito il sogno mondiale senza riuscire mai ad arrivarci. La delusione più grande arrivò nel 2014, quando fu eliminata dall'Uruguay nello spareggio decisivo. Oggi quel sogno è finalmente diventato realtà e la nazionale giordana proverà a rendere ancora più speciale il proprio debutto affrontando Argentina, Austria e Algeria con l'obiettivo di conquistare almeno una vittoria.
UZBEKISTAN: La qualificazione ha già garantito alla nazionale uzbeka un posto nella storia, essendo la prima rappresentativa dell'Asia Centrale a raggiungere la fase finale di una Coppa del Mondo. Ora, però, l'obiettivo è andare oltre la semplice partecipazione. Contro Portogallo, Congo e Colombia servirà un'impresa per la nazionale di Cannavaro.
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