Dopo la pesante sconfitta rimediata nell'ultimo turno di campionato contro il Sassuolo, la Juventus di Luciano Spalletti riparte dall'Europa League. I bianconeri faranno il proprio esordio giovedì alle 21.00 contro il NEC Nijmegen all'Allianz Stadium, dando così il via al proprio percorso europeo. Una competizione che la Juventus aveva accolto con grande delusione la scorsa stagione, dopo il mancato raggiungimento della Champions League, ma che negli ultimi anni ha già visto i bianconeri arrivare fino alle semifinali nelle loro ultime due partecipazioni.

La prima risale alla stagione 2013/14, quando la Juventus di Antonio Conte fu eliminata dal Benficaun'eliminazione particolarmente amara, anche perché la finale si sarebbe disputata proprio allo Stadium. Nella stagione 2022/23, invece, fu la Juventus di Massimiliano Allegri a fermarsi in semifinale, questa volta contro il Siviglia. Ora, come sottolineato dalla dirigenza bianconera, l'Europa League rappresenta una nuova opportunità: vincere un trofeo internazionale che a Torino manca dal 1996 e, allo stesso tempo, conquistare la qualificazione diretta alla prossima Champions League.

LE PAROLE DI LUCIANO SPALLETTI ALLA VIGILIA DEL DEBUTTO EUROPEO:

Spalletti ha esordito parlando dell'avversario: "L'allenatore del NEC, Schreuder, è un profilo di livello, ha imposto le proprie idee in un paese evoluto di calcio. Si è imposto e ha lasciato un'idea diversa e riconoscibile, vincendo un campionato di terza divisione. Ci dobbiamo aspettare una proposta di gioco esclusiva come qualità di idee e come intenzione di fare determinate cose in campo. Dobbiamo farci trovare pronti. La cosa che diventa più evidente è che il NEC segna due reti a partita: questo dice molto su che squadra andiamo ad affrontare. Ha dei giocatori forti in squadra, come Nuytinck e Tadić".

Sulla partita contro il Sassuolo: "Siamo stati attenti e lucidi, consapevoli che qualcosa da migliorare ci sia. Bisogna essere più compressi per togliere qualche linea di passaggio agli avversari, capendo quale sia il momento di andare a pressare. La spiegazione sta sempre meno nella tattica collettiva, perché non è più il primo elemento a cui fare attenzione quando emerge qualche problema. La differenza la fa più nel modo in cui interpreti la situazione. Bisogna mantenere un ritmo mentale, la qualità che ti può far andare oltre il problema".

Sulla situazione ambientale e personale: "Accettare la pressione è la medicina per imparare a vivere. L'ho imparata dopo pochi anni, perché dovevo portare a casa delle cose già da bambino. Non mi turba assolutamente la situazione che c'è adesso. Ciò che esce dopo la sconfitta è un processo che non posso controllare, quindi non mi interessa. Nella mia testa decido io qualche pensiero debba avere spazio e quale no". Se si inizia a dare ascolto a tutto quello che viene detto si perde la propria identità. Bisogna essere veri, accettando le emozioni che vivi. Non si può essere compreso da tutti, si fanno le cose che si ritengono giuste per il bene del club e della squadra".

L'allenatore bianconero è tornato sul ko contro il Sassuolo e sul rapporto con Carnevali: "Abbiamo delle urgenze, una su tutte quella di vincere domani. Non solo, dobbiamo anche far vedere che siamo la Juventus. Carnevali è un uomo di calcio e una persona equilibrata. Sa bene che cosa deve fare, deve trasferire questa serenità affiché la squadra lavori tranquillamente. Non lo deluderò, diventerò ciò che lui vuole. Per la stima e per l'amicizia che ci unisce non posso deluderlo."

Su McKennie e Cambiaso, tornati ad allenarsi in gruppo: "Abbiamo due o tre giocatori che probabilmente non riusciranno a finire la partita, quindi non si possono mettere tutti insieme. Io McKennie lo voglio in campo dall'inizio, quindi giocherà domani".

Sezione: News / Data: Mer 16 settembre 2026 alle 15:20
Autore: Riccardo Trombetta
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