C’è un momento in cui le imprese smettono di essere eccezioni e diventano abitudine. Il Marocco ha raggiunto quel punto. A Monterrey i Leoni dell’Atlante hanno eliminato l’Olanda ai calci di rigore, conquistando gli ottavi di finale del Mondiale 2026 e confermando di appartenere ormai stabilmente al gruppo delle grandi nazionali. Un successo costruito con personalità, organizzazione e una forza mentale che negli anni è diventata il tratto distintivo della squadra. C’è anche un dato che certifica questa crescita: il Marocco è la prima squadra africana della storia a superare almeno un turno della fase a eliminazione diretta in due diverse edizioni della Coppa del Mondo. Dopo gli ottavi e i quarti raggiunti nel 2022, arriva anche il passaggio del turno nel 2026. Quella che quattro anni fa sembrava una straordinaria impresa oggi ha assunto i contorni di una nuova normalità.
Nel dicembre del 2022 il mondo aveva raccontato il Marocco come la favola più bella del torneo. In Qatar i Leoni dell’Atlante eliminarono prima la Spagna ai rigori e poi il Portogallo, diventando la prima nazionale africana a raggiungere una semifinale mondiale. Oggi, non è più l'outsider che sorprende le grandi, il Marocco continua a vincere perché ha un’identità precisa, un’organizzazione consolidata e una generazione di talento che negli anni è cresciuta. Contro l’Olanda non ha mai smesso di giocare, trovando il pareggio al 91’ con Issa Diop e imponendosi poi ai rigori. Non è più l’outsider che sorprende le grandi, ma una nazionale ormai stabilmente tra le grandi del calcio internazionale.
Il percorso di Qatar 2022 aveva già cambiato la storia del calcio africano. Il Marocco aveva chiuso imbattuto un girone con Croazia, Belgio e Canada, prima di eliminare due potenze come Spagna e Portogallo e arrendersi soltanto in semifinale alla Francia. Un cammino che sembrava irripetibile, ma che il Mondiale 2026 sta trasformando in continuità. Anche con il cambio in panchina da Walid Regragui a Mohamed Ouahbi, la nazionale marocchina ha mantenuto intatti i propri principi: compattezza, intensità e qualità tecnica. Il gruppo storico è rimasto il punto di riferimento, ma nel frattempo è cresciuta una nuova generazione pronta a raccoglierne il testimone.
Agli ottavi il Marocco affronterà il Canada con la concreta possibilità di raggiungere ancora una volta i quarti di finale. Guardando quanto espresso contro l’Olanda, i Leoni dell’Atlante hanno tutte le carte in regola per spingersi ancora lontano. La leadership di Yassine Bounou tra i pali e di Achraf Hakimi continua a essere fondamentale, così come il talento di Brahim Díaz e l’esperienza di un gruppo ormai abituato ai grandi palcoscenici. Accanto ai veterani, però, stanno emergendo nuovi protagonisti destinati a segnare il futuro della nazionale, come Ismael Saibari, che ha deciso la sfida con l’Olanda dal dischetto e ha segnato in tutte le partite della fase a gironi e Ayyoub Bouaddi, che rappresenta uno dei prospetti più interessanti della nuova generazione marocchina. Il centrocampista classe 2007 si è ormai preso le chiavi del centrocampo marocchino, giocando da veterano nonostante la giovane età, come dimostrato nella partita inaugurale contro il Brasile. Per questo, dopo quanto fatto in Qatar e dopo l’ennesima impresa in Nord America, parlare ancora di favola sarebbe riduttivo, il Marocco è ormai una certezza del calcio mondiale.
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