Il Canada l'ha vinta nel modo più pesante possibile, nel finale, quando ormai la partita sembrava andare dritta ai supplementari. Contro il Sudafrica è stata una gara bloccata dall’inizio, poche occasioni pulite, tanti duelli e tanta paura di sbagliare. Poi al 92’ la palla è uscita fuori dall'area ed è arrivata a Stephen Eustáquio. Controllo rapido, un attimo per sistemarsi e poi il destro. Secco, basso, angolato. Portiere battuto. Canada avanti e qualificazione agli ottavi.

È una di quelle vittorie che pesano più del singolo gol. Il Canada infatti non era mai arrivato agli ottavi di un Mondiale. E ci arriva soffrendo, senza dominare, restando sempre dentro la partita fino all’ultimo pallone. Il segnale più forte è proprio questo: una squadra che non molla, che resta in piedi anche quando non riesce a giocare come vorrebbe.

Eustáquio oggi è in prestito al Los Angeles FC, ma la sua carriera non è stata mai lineare. È uno di quei giocatori che non è esploso subito, ma è arrivato passo dopo passo.

Eustaquio nasce in Canada da famiglia portoghese e da piccolo si trasferisce in Portogallo. Da lì inizia un percorso lungo, lontano dai grandi club. Torreense, Leixões, Chaves: realtà piccole, calcio vero, dove devi imparare a giocare semplice e a capire il tempo delle partite. Non è mai stato un giocatore “da highlights”. Più uno da ordine, da equilibrio, da gestione. Quello che fa girare la squadra senza prendersi la scena.

Il salto vero arriva al Paços de Ferreira, dove diventa un titolare affidabile iniziando anche a incidere di più. Qualche gol, più continuità, più responsabilità. Poi il Porto, e lì cambia tutto. Entra in un ambiente molto più competitivo, gioca partite pesanti, anche in Champions League. Non sempre titolare fisso, ma uno su cui puoi contare. È lì che si costruisce la sua immagine: non il più appariscente, ma uno sempre utile.

Con la nazionale canadese diventa una delle figure centrali del progetto. Non il leader vocale, ma quello tecnico, quello che tiene insieme le distanze, che dà ritmo, che non va mai fuori posizione. E anche oggi si è visto: partita sporca, difficile da leggere, e lui dentro fino all’ultimo. Il gol al 92’ non è una giocata isolata. È un po’ il riassunto della sua carriera: uno che non arriva subito, che non fa rumore, ma che alla fine si prende i momenti giusti. E stavolta il momento giusto vale una pagina di storia per il Canada.

Sezione: News / Data: Dom 28 giugno 2026 alle 23:45
Autore: Pazzi Di Fanta Redazione
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