Dopo aver trascorso l'ultima stagione al Benfica, ecco che José Mourinho - a distanza di 16 anni - tornerà ad allenare sulla panchina del Real Madrid. Il tecnico portoghese, infatti, è stato richiamato da Florentino Perez per riportare ordine all'interno dello spogliatoio dei Blancos, il quale si è rivelato piuttosto frammentato nell'ultima parte di stagione. L'arrivo di Mourinho è intrigante, e sarà soprattutto intrigante osservare, ancora una volta, lo Special One alle prese con una squadra dal palcoscenico internazionale.

L'ex allenatore della Roma si è recentemente espresso ai microfoni del podcast dell'ex calciatore inglese Adebayo Akinfenwa, intitolato "Beast Mode On". Mourinho ha commentato la situazione dei Mondiali attualmente in corso, rivelando le squadre secondo lui favorite per la conquista del titolo: "Le due favorite? Il Portogallo e l'Inghilterra. Certo, non sono le sole a poter arrivare in fondo, ma penso che possano farlo. Sostengo la probabile vittoria degli inglesi dai tempi dei giocatori della mia generazione, come Lampard o Gerrard, ma non è mai successo che poi abbiano vinto. Io però l'ho sempre detto, e lo ribadisco anche oggi".

Mourinho si è poi soffermato anche su un altro grandissimo allenatore, Carlo Ancelotti: "Non bisogna sottovalutare la profondità delle rose delle altre nazionali. Basti vedere quelle della Francia, della Spagna, dell'Argentina o del Brasile. Un ruolo fondamentale lo svolge anche l'allenatore, e in questo avere un tecnico come Carlo Ancelotti fa tutta la differenza del mondo. Dopo la partita bruttina contro il Marocco, per il Brasile poteva arrivare uno tsunami, ma così non è stato, ed il tutto grazie a Carlo".

Riflessione dedicata anche a Lionel Messi, il quale "non avrebbe potuto vantare la carriera di cui dispone senza aver vinto un Mondiale. Dal 2022, quando ha vinto in Qatar, credo negli Dei del Calcio", ha sottolineato con enfasi Mourinho. Infine, sulla domanda riguardante una sua possibile avventura nazionale, il portoghese ha dichiarato: "Mi trovo molto bene nel calcio dei club. Questo perché ho modo di stare a contatto tutti i giorni con i miei giocatori, e quindi posso capirli, abbracciarli... ed anche prenderli a calci se serve. Ad ogni modo, l'atmosfera dei palcoscenici nazionali mi entusiasma molto, e penso che... sì: un giorno lo farò":

Sezione: News / Data: Ven 26 giugno 2026 alle 09:14
Autore: Pietro Facchetti
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