Tra i nuovi acquisti del Milan nella sessione estiva di calciomercato troviamo Mario Gila, arrivato dalla Lazio dopo quattro stagioni in maglia biancoceleste. Un rinforzo per il reparto difensivo a disposizione di Ruben Amorim, che nel corso della preparazione ha riportato un risentimento al retto femorale destro, restando fermo per alcune settimane. Il difensore è però tornato in campo nell’ultima amichevole estiva dei rossoneri contro il Manchester United, vinta 4-2. Il neo difensore rossonero ha rilasciato diverse dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport, affrontando diversi temi: dal nuovo allenatore Amorim, passando per Modric, fino al nuovo sistema di gioco.

Mario Gila ha iniziato l'intervista affermando: “Sono molto contento per la vittoria contro il Manchester United, ne avevamo bisogno. Sentivo che questa fosse la sfida giusta per ritrovare un po’ di positività in vista dell’inizio della Serie A. Sono felice che la squadra abbia disputato una partita di questo livello contro un avversario importante come il Manchester United. Ho avuto sensazioni positive e, anche se dobbiamo continuare a lavorare, abbiamo dimostrato di essere pronti per l’inizio del campionato.”

Ha proseguito parlando dell'infortunio subito nel corso della preparazione estiva: “Ho vissuto un mese particolare. Purtroppo mi è già capitato di infortunarmi durante la preparazione. Due anni fa sono rimasto due mesi fermo alla Lazio e mi era successo anche negli anni precedenti. Ora mi sento meglio e sono molto contento perché la squadra ha un’energia positiva. Quando sono entrato in campo mi sono sentito subito bene con tutti e penso che questo mi abbia aiutato.”

Ha poi parlato del suo inserimento al Milan e dell'interpretazione tattica richiesta da Amorim: Sono stato accolto benissimo da tutti. Mi vedete spesso sorridere e scherzare con i compagni perché mi sono sentito a mio agio fin dal primo allenamento a Milanello. C’è un’atmosfera molto positiva e non potevo chiedere di meglio. Dal punto di vista tattico, giocare con la linea più alta è sicuramente più rischioso. La scorsa stagione ho visto spesso il Milan e aveva uno stile di gioco diverso, molto rispettato anche per i risultati ottenuti almeno fino alla primavera. Era però un modo di giocare completamente diverso da quello attuale: magari la squadra aspettava di più e difendeva maggiormente con il blocco basso. Quest’anno l’interpretazione tattica è totalmente differente e i tre difensori stanno molto più alti, alzando il baricentro. È vero che tutto diventa più difficile e che si corrono più rischi lasciando metri alle spalle, ma in questo modo la squadra può recuperare palloni in una zona più pericolosa del campo. Penso che il nostro calcio sarà molto più propositivo e offensivo.”

Si è poi soffermato sull'emozione di giocare per il Milan: “Arrivare qui per me significa realizzare un po’ un sogno. Fin da bambino, come tutti, pensavo di diventare un calciatore, ma arrivare a questi livelli non è semplice. Per questo lo considero un sogno. Ora cerco di essere positivo, di integrarmi velocemente e di parlare con tutti i compagni. Sono davvero felice di essere al Milan. Abbiamo una bella squadra e, anche se non so cosa farà la società da qui alla fine del mercato, sono convinto che siamo un gruppo competitivo. Lo abbiamo dimostrato facendo bene contro lo United e dobbiamo continuare su questa strada.”

Sulle cose da migliorare ha affermato: “Le cose che dobbiamo migliorare sono tante: per esempio, non dobbiamo commettere errori banali o di presunzione e nemmeno regalare gol agli avversari. Detto questo, la base di partenza è ottima e secondo me ci permetterà di competere a un livello molto alto. Ora sta a noi continuare a lavorare per compiere altri passi in avanti.”

Ha concluso parlando di Modric: “È speciale. Ho avuto la fortuna di conoscerlo quando ero più piccolo e sono stato con lui al Real Madrid. Mi allenavo con la prima squadra e, anche se l’ho vissuto poco, lo consideravo un punto di riferimento: era un giocatore da ammirare, osservare e dal quale imparare. Ritrovarmi con Luka qui al Milan per me è un regalo del destino. Mi piace parlare con lui, conoscerlo e ascoltare i suoi consigli e tutto ciò che può trasmettermi. Sono sicuro che mi aiuterà a migliorare tantissimo come giocatore e, soprattutto, come mentalità.

Sezione: News / Data: Lun 17 agosto 2026 alle 11:24
Autore: Antonio Avigliano
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