Ci sono nazionali che faticano persino a mettere insieme undici giocatori di livello internazionale, e altre che, al contrario, dispongono di un tale surplus di talento da essere costrette a lasciare fuori profili che altrove avrebbero un posto assicurato da titolari. È il caso dell’Argentina, campione del mondo in carica, che continua a beneficiare di una generazione ricchissima di qualità e profondità.

Per le prossime convocazioni, il commissario tecnico Lionel Scaloni è stato chiamato a un lavoro di selezione particolarmente complesso, al punto da dover rinunciare a calciatori che rappresenterebbero un valore aggiunto per gran parte delle altre nazionali. In alcuni casi, l’esclusione è stata dettata da problemi fisici, come per l’attaccante dello Strasburgo Joaquin Panichelli; in altri, invece, si tratta semplicemente di scelte tecniche, come nel caso di Benjamin Dominguez del Bologna.

L’abbondanza di opzioni a disposizione dell’Albiceleste è tale che, con un pizzico di fantasia, sarebbe possibile schierare una vera e propria “nazionale degli esclusi”, una formazione competitiva e ricca di talento in ogni reparto. Immaginandola in campo con un 4-2-3-1, il risultato sarebbe tutt’altro che banale.

Tra i pali troverebbe posto Agustin Rossi, portiere del Flamengo, autore di una stagione solida impreziosita da 11 clean sheet e appena 27 reti subite in 28 presenze. Davanti a lui, una linea difensiva composta da Agustín Giay sulla corsia destra, dalla coppia centrale formata da Marcos Senesi e Nehuén Pérez, e da Marcos Acuña sulla fascia sinistra. Senesi, in particolare, ha confermato anche quest’anno le proprie qualità in fase di costruzione, mettendo a referto cinque assist con la maglia del Bournemouth.

In mezzo al campo spicca un volto ben noto al calcio italiano: Máximo Perrone. Dopo essere diventato uno dei punti di riferimento del centrocampo di Cesc Fabregas, il regista argentino ha chiuso la stagione con tre gol e quattro assist, dimostrando una crescita costante sotto il profilo tecnico e tattico. Al suo fianco agirebbe Alan Varela, centrocampista del Porto e giocatore ormai affermato a livello internazionale.

È però sulla trequarti che questa formazione mostra tutto il proprio potenziale. Alle spalle dell’unica punta agirebbero tre mancini di straordinaria qualità: Matías Soulé, Paulo Dybala e Franco Mastantuono. A guidare l’attacco sarebbe invece Santiago Castro, centravanti del Bologna e protagonista della migliore stagione della sua carriera. Con 11 reti e 3 assist all’attivo, il classe 2004 si è imposto come uno dei prospetti più interessanti del panorama argentino.

Non meno sorprendente è la qualità della panchina. Tra le alternative figurano infatti diversi giocatori che militano in Serie A o che hanno già attirato l’attenzione di importanti club europei: Mateo Pellegrino e Mariano Troilo del Parma, Benjamin Domínguez del Bologna, oltre a profili come Beltrán, Buonanotte, Castellanos e Alcaraz.

In definitiva, questa ipotetica Argentina degli esclusi avrebbe tutte le carte in regola per competere alla pari con molte delle nazionali presenti ai Mondiali. Un dato che rende ancora più evidente la straordinaria profondità della rosa a disposizione di Scaloni e il livello eccezionale raggiunto dal movimento calcistico argentino.

Argentina degli esclusi (4-2-3-1): Rossi; Giay, Senesi, Pérez, Acuña; Perrone, Varela; Soulé, Dybala, Mastantuono; Castro.

A disposizione:
Beltrán, Gómez, Mingo, Bernabei, Ortega, Alcaraz, Buonanotte, Castellanos, Pellegrino, Troilo, Domínguez.

Sezione: Consigli Fantamondiale / Data: Lun 01 giugno 2026 alle 11:24
Autore: Pietro Facchetti
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