Dopo la pesante sconfitta interna per 4-1 contro la Fiorentina,  la Cremonese ha deciso di cambiare guida tecnica, sollevando dall’incarico Davide Nicola. Al suo posto arriva Marco Giampaolo, pronto a rimettersi in gioco in Serie A dopo l’esperienza della scorsa stagione sulla panchina del Lecce

La stagione dei grigiorossi ha preso una piega inaspettata negli ultimi mesi. Per lunghi tratti lontana dalla zona retrocessione, Vardy e compagni sono calati nei risultati. L’ultimo successo in campionato risale al 7 dicembre, proprio contro il Lecce: da lì in poi 11 sconfitte e 4 pareggi, numeri che hanno fatto scivolare la Cremonese al terzultimo posto in classifica, complicando sensibilmente la corsa salvezza, ulteriormente compromessa dopo il ko nello scontro diretto con la Fiorentina.

Adesso toccherà a Giampaolo a provare a invertire la rotta e dare nuova linfa alla squadra in questo finale di stagione. L’esordio avverrà nella sfida in programma sabato 21 marzo contro il Parma. La conferenza stampa di presentazione diventa quindi anche un momento chiave in vista del prossimo impegno di campionato. 

Queste le prime parole di Marco Giampaolo da nuovo allenatore della Cremonese: "Come cambierà tatticamente la Cremonese sotto la mia guida? Il tempo a disposizione è poco: ieri abbiamo fatto un lavoro di gestione dei carichi, oggi e domani ci saranno altre sessioni. Il mio compito è concentrarmi su due o tre concetti chiave, dando indicazioni chiare ai giocatori senza perdere di vista l’essenziale. Il resto dovrà venire dai calciatori, con lo spirito e la motivazione: in campo si gioca sempre undici contro undici, ma l’impegno e l’attaccamento fanno la differenza. Voglio una squadra che non abbassi mai la testa e affronti sempre le partite, perché altrimenti si perde due volte: per il risultato e per non aver provato a giocare. Se dovessi cambiare qualcosa dovrò farlo nel rispetto delle caratteristiche dei miei calciatori”.

L'allenatore ha continuato parlando della situazione mentale e fisica della squadra: "L’aspetto fisico viene sempre dopo quello mentale. Quando la testa è pesante, anche le gambe lo diventano, e si arriva secondi rispetto agli avversari. Dal punto di vista mentale la squadra ha mostrato intraprendenza verso le mie proposte, ma porta con sé una serie di partite senza risultati, che toglie sicurezza. Ai ragazzi ho chiesto di affrontare le partite con coraggio: non mi interessa se si sbaglia”.

Infine, ha concluso: "Essere propositivi significa non avere mai un atteggiamento passivo, non subire l’avversario e cercare sempre di creare difficoltà, anche se la partita resta in equilibrio. Ieri ho fatto un allenamento generico, oggi ho lavorato su una fase di gioco, domani mi concentrerò sull’altra. Due indicazioni per fare una cosa, due per l’altra, il resto lo devono mettere i calciatori".

Sezione: News / Data: Gio 19 marzo 2026 alle 14:09
Autore: Alessio Uberti
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