Yuto Nagatomo sarà nuovamente presente a un'edizione dei Mondiali. A 39 anni, l’ex terzino di Cesena e Inter è stato convocato dal Giappone per l'edizione di quest'anno (che inizierà l'11 giugno): sarà la sua quinta partecipazione alla competizione, dopo quelle del 2010, 2014, 2018 e 2022. Per il pubblico italiano, il suo nome resta legato soprattutto agli anni in Serie A. Arrivò al Cesena nel 2010, poi il passaggio all’Inter nel gennaio 2011. In nerazzurro diventò il primo calciatore giapponese nella storia del club e scelse il numero 55 perché il 5, il suo preferito, era già occupato da Dejan Stanković. Un dettaglio diventato presto parte della sua identità interista.

A Milano Nagatomo si fece riconoscere per energia e affidabilità. Non fu una presenza di passaggio nel calcio italiano: rimase per anni in una squadra che, nel frattempo, cambiava spesso volto. Dopo l’esperienza all’Inter, la sua carriera è proseguita tra Galatasaray e Marsiglia, prima del ritorno in Giappone nel 2021. Oggi Nagatomo veste la maglia del Tokyo FC. Non correrà più sulla fascia come nei suoi anni italiani, ma ha continuato a giocare e a restare dentro il percorso della nazionale. La sua convocazione, però, va letta anche oltre il campo. Nagatomo è da sempre molto legato al tema della preparazione mentale e della disciplina quotidiana: un profilo che, in un gruppo giovane, può avere un peso anche nello spogliatoio. Inoltre, il momento della sua convocazione, postato dai canali di Tokyo FC, mostra tutta l'emozione di Yuto Nagatomo, che ha trattenuto per poco le lacrime, fino a scoppiare di felicità e orgoglio nel giro di pochi secondi a dimostrazione di quanto abbia tenuto a questo obiettivo.

Anche la sua autobiografia, Un ragazzo giapponese, uscita nel 2012, raccontava già questa parte del personaggio. Nella descrizione del libro, il percorso di Nagatomo viene presentato come quello di un calciatore passato da un’infanzia difficile all’arrivo in Italia e alla maglia nerazzurra, attraversando continenti e difficoltà. Non solo carriera, quindi, ma anche costruzione mentale e capacità di adattarsi a contesti diversi. Per questo la chiamata del Giappone non sembra soltanto una scelta nostalgica. Dentro una lista Mondiale, Nagatomo può essere ancora un riferimento: per il rapporto con la nazionale e per il modo in cui ha sempre interpretato la propria carriera.

Più che una storia di ritorno, la sua è una storia di perseveranza e disciplina. Dal 55 dell’Inter alla maglia del Giappone, Nagatomo è rimasto dentro il calcio più a lungo di quanto molti immaginassero. E ora si prepara a vivere il suo quinto Mondiale.

Sezione: News / Data: Ven 15 maggio 2026 alle 19:50
Autore: Kristian Cataldi
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