Dopo il passo falso nel turno infrasettimanale contro il Bologna, il Milan è tornato al lavoro per preparare al meglio il derby contro l'Inter, in programma sabato 31 ottobre alle 20:45. Un derby che arriva al momento giusto per i rossoneri, che vogliono riscattare la brutta prestazione di mercoledì sera contro la squadra di Palladino. Dall'altra parte, però, c'è un Inter da record: otto vittorie e un pareggio nelle prime nove giornate per la squadra di Chivu, ovvero la miglior partenza di sempre nell'era dei tre punti. 

L'allenatore rossonero Ruben Amorim ha introdotto la sfida contro l'Inter in conferenza stampa: di seguito le sue dichiarazioni.

Il portoghese ha subito fornito un aggiornamento sulle condizioni di Rabiot, Gila e Moreira: "Sono pronti per unirsi alla squadra per la partita contro l'Inter. Domani mattina li valuteremo e capiremo se potranno essere impiegati dall'inizio o solamente a gara in corso, ho già un'idea ma la decisione definitiva arriverà domani".

Amorim è poi ritornato sulla sfida persa contro il Bologna e sull'energia necessaria per affrontare i nerazzurri: "La troviamo dentro di noi, è una partita speciale e poco importa la stanchezza, bisogna fornire una prestazione di livello. Col Bologna questa energia è mancata, non possiamo perdere in questo modo: troppi dettagli non hanno funzionato. Vogliamo fare meglio, ho già parlato con la squadra. Ma dopo la pausa per le nazionali non siamo riusciti ad allenarci al top".

Sul confronto con Chivu e gli obiettivi in rossonero: "Non provo invidia nei confronti di Chivu, sono già nel posto giusto, cioè al Milan e non all'Inter. Ho scelto più o meno la stessa situazione dell'esperienza precedente, un club in piena fase di ricostruzione che sta provando a lanciare dei giovani come Cisse per costruire qualcosa partendo da zero. È una sfida che mi stimola, mi piace, ed è per questo che ho scelto questo progetto: sono davvero felice della mia scelta. So benissimo che bisogna vincere le partite arrivare a costruire qualcosa che duri nel tempo. Lo sapete già: se sposo un'idea non la cambio. Posso cambiare il sistema tattico, ma non cambio la mia convinzione e farò tutto il possibile per riuscire a vincere e avere successo qui".

L'allenatore rossonero ha poi analizzato la situazione di Gonçalo Ramos: "Ramos uomo derby? Penso possa esserlo. Credo che tutti i problemi e le difficoltà che sta attraversando siano soprattutto una questione di squadra. Riusciamo a controllare bene le partite, ma giochiamo troppo lontani dalla porta avversaria: dobbiamo alzare il baricentro e trascorrere più tempo in quella zona di campo, per permettere a Ramos di fare il suo gioco e avere occasioni. Sta giocando lontano dalla porta perché la squadra non riesce a spingere l'avversario negli ultimi trenta metri: abbiamo bisogno di tempo per correggere questo dettaglio, stiamo lavorando per migliorare. Ma un giocatore come Ramos, che ha già dimostrato di poter spaccare la gara in qualsiasi momento, può fare la differenza in qualsiasi partita". 

Ha infine concluso commentando il caso infortuni: "Infortuni e problemi muscolari non c'entrano nulla con lo staff medico, con lo staff della palestra o con Milan Lab. La responsabilità è del sottoscritto e del modo in cui alleno la squadra. Quello che posso dire è che ci sono diverse situazioni da considerare: il sovraccarico in determinati reparti ci costringe a correre dei rischi, e poi bisogna analizzare a fondo la storia clinica dei singoli giocatori. Poi c'è la sfortuna: quando subisci un problema al piede, è pura e semplice sfortuna, come l'episodio capitato a Saelemaekers. Quando ti ritrovi con un'opzione in meno in una determinata posizione, non puoi più fare turnover come vorresti, e a quel punto ti puoi trovare in difficoltà. Ma voglio dirlo con estrema chiarezza: lo staff medico è straordinario, sta facendo un lavoro eccezionale e lavora sodo ogni singolo giorno. La gestione dei carichi è compito mio, rientra nelle mie responsabilità. A volte però sono costretto a correre dei rischi, oppure ci sono ragazzi che non sono abituati a giocare tante partite di fila. Prendete un giocatore come Jashari: ha disputato tre gare, di cui due per 90 minuti, senza alcun problema. Altri, invece, giocano un tempo e mezzo e avvertono già la stanchezza. Cerchiamo di monitorare e gestire tutto questo con la massima attenzione, ma ribadisco: sono felicissimo del nostro staff medico e stanno svolgendo un lavoro pazzesco".

Sezione: News / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 14:12
Autore: Leonardo Fantacchiotti
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