Negli ottavi di finale del Mondiale 2026, la partita tra Spagna e Portogallo sembra scorrere verso i tempi supplementari al termine di una partita equilibrata. Al 91', il subentrato Mikel Merino ha cambiato il destino della gara: sigla la rete decisiva su assist di Ferran Torres, consegnando alla Spagna il passaggio ai quarti di finale. Un gol da vero attaccante, lui che all'Arsenal, in piena emergenza, quel ruolo lo aveva interpretato davvero. Proprio lui che al Mondiale ha rischiato di non esserci a causa di un infortunio al piede che aveva seriamente messo in dubbio la sua partecipazione alla kermesse. 

Il centrocampista dei Gunners non è nuovo a lasciare il segno nei momenti più importanti con la maglia delle Furie Rosse. Mikel Merino, infatti, era stato protagonista anche nella cavalcata vincente della Spagna ad Euro 2024: al 119' dei quarti di finale, contro la GermaniaEl Conde aveva trovato il gol che aveva significato l'approdo in semifinale. Quella rete ha aperto la strada verso il titolo.
Da quel momento, Merino è diventato l'uomo simbolo dell'era de la Fuente aumentando il proprio rendimento realizzativo con la Nazionale. Nelle prime 25 presenze, il centrocampista ex Real Sociedad aveva siglato una sola rete; nelle successive 23 gare ha messo a segno ben 10 reti, alcune delle quali dal grande peso specifico. Nei quarti di finale di andata della Nations League 2024/25, con una sua rete in tap in al 93', Mikel Merino ha cambiato completamente l'inerzia del doppio confronto contro l'Olanda, fissando il parziale sul 2-2 e permettendo agli spagnoli di completare la rimonta nella sfida di ritorno. Con de la Fuente in panchina, si fa notare alle qualificazioni ai Mondiali siglando 6 reti in 6 partite, con una tripletta alla Turchia.
Dietro questa evoluzione ci sono anche ragioni tattiche: in una squadra verticale e abituata al dominio del possesso, dove calciatori dalle grandi qualità tecniche come Lamine Yamal, Nico Williams e Dani Olmo attirano gran parte dell'attenzione degli avversari, Merino riesce a trovare gli spazi per esaltare le sue qualità di inserimento.

La sua crescita in Nazionale è andata di pari passo con l'evoluzione vissuta nei club. Cresciuto nel settore giovanile dell'Osasuna, dopo brevi esperienze con Borussia Dortmund e Newcastle trova la definitiva consacrazione alla Real Sociedad. Si afferma come un centrocampista completo: fisicamente strutturato, ordinato nella gestione del pallone, con grandi qualità tecniche, ma soprattutto capace di interpretare più ruoli, dalla mezzala in un centrocampo a tre alla mediana a due. Con la maglia biancoblù colleziona 180 presenze e 18 reti in sei stagioni. Con il trasferimento all'Arsenal emergono le sue capacità da goleador: con Arteta, grazie alla sua intelligenza tattica e struttura fisica si trasforma in una mezz'ala di inserimento, complementare ad Odegaard e alla regia di Rice. La visione dello spazio e la sua versatilità gli permettono anche di adattarsi da centravanti d'emergenza per sopperire alle assenze contemporanee di Gyökeres, Gabriel Jesus e Havertz. Con i Gunners, Merino ha già realizzato 11 reti in appena 50 presenze.

La trasformazione di Merino da centrocampista di equilibrio a uomo dei gol pesanti racconta l'evoluzione di un giocatore divenuto protagonista nei momenti decisivi della Nazionale spagnola.

Sezione: News / Data: Mar 07 luglio 2026 alle 17:50
Autore: Pazzi Di Fanta Redazione
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