Dalle lacrime di Lisbona nel 2004 alla coppa alzata al cielo dodici anni più tardi, la storia di Cristiano Ronaldo con il Portogallo è un viaggio lungo oltre vent’anni, fatto di trionfi, delusioni e record destinati a rimanere nella storia del calcio. Quando ha indossato per la prima volta la maglia della nazionale maggiore, nell’agosto del 2003, era soltanto un talento diciottenne chiamato a raccogliere l’eredità di una generazione guidata da Luis Figo e Rui Costa. Oggi, dopo 233 presenze, 146 gol e 46 assist, CR7 è diventato il simbolo assoluto del Portogallo, il giocatore che più di tutti ha cambiato la percezione internazionale del calcio portoghese. La sua carriera in nazionale rappresenta una delle più grandi storie individuali mai raccontate, un percorso iniziato con una finale europea persa davanti al proprio pubblico e arrivato fino alla conquista del primo Europeo della storia del Portogallo, passando per Mondiali difficili, trofei inattesi e una quantità impressionante di primati personali.
L’inizio della storia risale al 20 agosto 2003, quando Luiz Felipe Scolari gli concede l’esordio in nazionale maggiore ad appena 18 anni contro il Kazakistan. Meno di un anno dopo arriva già il primo grande appuntamento, Euro 2004, disputato proprio in Portogallo. Ronaldo, appena diciannovenne, trascina i lusitani fino alla finale, salvo poi arrendersi alla Grecia di Rehhagel. Quelle lacrime a Lisbona rappresentano il primo momento iconico della sua carriera internazionale. Due anni più tardi arriva il primo Mondiale, quello del 2006 in Germania, dove il Portogallo raggiunge la semifinale anche grazie al rigore decisivo trasformato da Ronaldo contro l’Inghilterra nei quarti. Negli anni successivi diventa definitivamente il leader della nazionale, guidandola a Euro 2008, al Mondiale 2010 e soprattutto ai playoff per Brasile 2014, decisi dalla sua straordinaria tripletta contro la Svezia di Zlatan Ibrahimović.
Il punto più alto della sua carriera con il Portogallo arriva però nell’estate del 2016. Dopo la delusione vissuta dodici anni prima, Ronaldo conduce la propria nazionale alla conquista del primo grande trofeo della sua storia vincendo l’Europeo in Francia. La finale contro i padroni di casa sembra trasformarsi in un incubo quando è costretto ad abbandonare il campo dopo appena 25 minuti per un infortunio al ginocchio, ma proprio da quel momento nasce una delle immagini più iconiche della sua carriera, Ronaldo che vive la partita da bordo campo, incitando i compagni come un secondo allenatore fino al gol decisivo di Éder nei supplementari. Quel successo cambia definitivamente la percezione del Portogallo nel panorama internazionale. Tre anni più tardi arriva anche la prima Nations League, conquistata nel 2019 grazie soprattutto alla tripletta rifilata alla Svizzera in semifinale, mentre nel 2025 alza nuovamente il trofeo da capitano contribuendo con il gol del momentaneo pareggio nella finale contro la Spagna.
Se gli Europei sono stati il terreno delle sue più grandi soddisfazioni, i Mondiali resteranno invece il principale rimpianto della sua carriera. Ronaldo ha preso parte a sei edizioni consecutive della Coppa del Mondo, dal 2006 al 2026, diventando il primo giocatore nella storia a segnare in sei Mondiali differenti. Complessivamente ha disputato 27 partite realizzando 11 gol, raggiungendo come miglior risultato il quarto posto del 2006. Nel 2010 il Portogallo viene eliminato agli ottavi dalla Spagna, nel 2014 addirittura ai gironi nonostante la straordinaria prestazione di CR7 nella qualificazione ottenuta contro la Svezia; nel 2018 firma una memorabile tripletta contro la Spagna e chiude il torneo con quattro reti prima dell’eliminazione contro l’Uruguay. A Qatar 2022 raggiunge i quarti di finale diventando il primo calciatore di sempre a segnare in cinque diverse edizioni della Coppa del Mondo, record ulteriormente migliorato nel 2026 con i due gol all’Uzbekistan, che gli hanno permsso di entrare definitivamente nella storia come unico giocatore capace di andare a segno in sei edizioni consecutive. L’eliminazione agli ottavi contro la Spagna nell’estate del 2026 chiude il suo percorso nella competizione che più di tutte gli è sempre sfuggita.
Al di là dei trofei, la carriera di Cristiano Ronaldo con il Portogallo verrà ricordata soprattutto per l’impressionante quantità di record accumulati. Oltre alle 233 presenze, ai 146 gol e ai 46 assist, è il miglior marcatore nella storia delle nazionali maschili, il miglior realizzatore nelle qualificazioni europee, il giocatore più prolifico nella storia degli Europei con 14 reti e il primo giocatore ad aver segnato in sei edizioni del Mondiale. È inoltre il capitano che ha guidato il Portogallo alla conquista dei primi tre grandi trofei della sua storia, l’Europeo 2016 e le Nations League del 2019 e del 2025. Prima del suo arrivo, la selezione portoghese non aveva mai conquistato un titolo internazionale con la nazionale maggiore: dopo oltre vent’anni sotto la guida di CR7, è invece diventata una delle Nazionali più rispettate e vincenti del panorama europeo.
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