Dal suo arrivo a TorinoD'Aversa ha portato un miglioramento tangibile in ottica classifca. I risultati parlano infatti di tre vittorie e due sconfitte, arrivate contro Napoli e Milan. La sfida contro il Verona, valida per la 32ª giornata di Serie A, rappresenta la prima opportunità per i granata di mettere in fila due successi.

Alla vigilia del match D'Aversa ha rispsoto così alle domande dei giornalisti: "La squadra ha valori importanti e, quando la zona retrocessione si è avvicinata, si è reso evidente quanto sia più complicato affrontare situazioni del genere se non si è abituati a lottare nelle parti basse della classifica. Le qualità dei giocatori sono state determinanti nella mia scelta di venire qui. L’obiettivo non è ancora stato raggiunto: si gioca per la salvezza, ma allo stesso tempo bisogna guardare oltre, perché il Torino deve ambire a crescere e a distaccarsi dalle squadre che seguono in classifica."

Ha poi proseguito analizzando la sfida contro il Verona: "Per la partita di domani c’è la necessità di ottenere la vittoria: è un obbligo che nasce anche dalla storia e dal peso di questa maglia, oltre che dal percorso che i ragazzi stanno facendo e dai segnali che mi stanno dando. Meritano di arrivare al traguardo per l’impegno che dimostrano ogni giorno."

Ha continuato parlando della squadra: "La squadra ha reagito bene, ha corso e lottato con intensità, ma ho ancora diversi dubbi di formazione. Contro il Parma ho scelto Adams pur sapendo che non aveva ancora i 90 minuti nelle gambe, perché immaginavamo una partita molto chiusa e servivano qualità tecniche per provare a sbloccarla. Sono valutazioni che cambiano di gara in gara. A Pisa, ad esempio, Adams aveva giocato 77 minuti pochi giorni prima dopo alcuni problemi fisici, mentre Kulenovic ha mostrato ottime qualità atletiche: per questo ho optato per lui, anche perché durante la sosta si è allenato molto bene.

Si è poi soffermato sul centrocampo: "Prati è un giocatore molto ordinato, quasi “da geometrie”. Ilkhan invece ha caratteristiche diverse: è più portato al possesso palla e in questo momento lo vedo più come mezzala che come regista. Pur non essendo molto alto ha un buon tempismo nel gioco aereo e, con i suoi inserimenti, può anche trovare il gol, un po’ come Casadei che invece ha una struttura fisica più imponente. Sono comunque giocatori diversi, e al di là delle scelte, tutti danno un contributo importante."

Ha concluso soffermato sui giovani: "Njie è un giocatore con qualità interessanti ma deve trovare maggiore continuità nell’impegno e nel lavoro settimanale. Per quanto riguarda la Primavera, anche loro stanno lottando per mantenere la categoria, ma credo che il loro obiettivo principale debba essere la crescita: non devono essere schiacciati dalla responsabilità del risultato. Ho la fortuna di avere una rosa ampia e di qualità, mentre in passato avevo meno alternative e spesso dovevo attingere dalla Primavera. Oggi la situazione numerica è più serena e le valutazioni verranno fatte con calma. Per me, però, non conta l’età: conta il valore, perché chi è bravo merita di giocare indipendentemente dalla carta d’identità."

Sezione: News / Data: Ven 10 aprile 2026 alle 15:05
Autore: Pietro Facchetti
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