Si è chiusa al Via del Mare la stagione di Lecce e Genoa, con i salentini vittoriosi 1-0 grazie alla rete di Banda. Un successo che ha permesso ai giallorossi di conquistare la salvezza definitiva e chiudere il campionato con quattro punti di vantaggio sulla Cremonese.

Tra le tante assenze che hanno colpito il Genoa prima della trasferta in Salento, De Rossi ha scelto di affidarsi anche alla linea verde, concedendo spazio a tre giovani del settore giovanile rossoblù all’esordio assoluto in Serie A. Si tratta dei centrocampisti Grossi e Lafont e del trequartista Carbone, tre talenti rossoblù che hanno così assaggiato per la prima volta il calcio dei grandi.

Jacopo Grossi è un classe 2006, di ruolo centrocampista. È arrivato al Genoa nell'ormai lontano 2018, dal Vado (squadra che attualmente milita in Serie D), ed è stato uno dei protagonisti dello Scudetto Primavera 2023/24. Molti lo associano al profilo di Nicolò Rovella, come stile di gioco: piede destro, che cura non solo i dettagli della regia, ma anche i tempi della gara.

Gael Lafont, classe 2006 come gli altri due esordienti rossoblù, è arrivato al Genoa la scorsa estate dall’Olympique Marsiglia, club nel quale è cresciuto calcisticamente. In Francia aveva già avuto modo di assaggiare il calcio dei grandi, debuttando con la prima squadra in un quarto di finale di Europa League contro il Benfica. Centrocampista moderno e molto duttile, si distingue per intelligenza tattica, qualità tecnica e pulizia nel palleggio. Le sue qualità migliori emergono soprattutto nella gestione del possesso e nei movimenti senza palla, caratteristiche che gli permettono di agire anche in posizione più avanzata sulla trequarti.

Infine, troviamo Filippo Carbone. Si tratta dell'unico ragazzo tra i 3 citati che è cresciuto a tutto tondo nel vivaio del Genoa. A differenza dei primi due, Carbone è maggiormente trequartista, nel senso moderno del termine: ha visione di gioco e grande capacità di inserirsi negli spazi, che lo rende letale per le difese. È alto 1,80, ma molti osservatori fanno notare come si muova con un'agilità tipica di coloro che dispongono di un baricentro più basso. Un connubio perfetto, perché riesce a reggere l'urto, pur mantenendo destrezza.

Sezione: News / Data: Lun 25 maggio 2026 alle 12:07
Autore: Pietro Facchetti
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