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Barcellona, Lewandowski: “Allenare dopo il ritiro? Penso di no”

Lewandowski Barcellona

Dopo 8 anni al Bayern Monaco, Robert Lewandowski l’estate scorsa si è trasferito al Barcellona di Xavi. Il bomber polacco è riuscito a centrare immediatamente uno dei suoi obiettivi: vincere La Liga, peraltro con un notevole margine rispetto al Real Madrid. Nuova squadra e nuovo campionato, dunque, ma anche nuova città in cui vivere, nuove tradizioni e nuovo stile di vita. L’ex BVB il 21 agosto compirà 35 anni, ma la sua fame di trofei è ancora tanta. A poco meno di tre settimane dal compleanno, Lewandowski ha rilasciato un’intervista al quotidiano francese L’Équipe: queste le parole dell’attaccante del Barcellona.

Lewandowski Polonia

Barcellona, l’intervista di Lewandowski a L’Équipe

Nella prima parte dell’intervista rilasciata al giornale francese, l’attaccante del Barcellona ha voluto parlare della sua età e della nuova vita in Catalogna: “La mattina mi sveglio e non mi dico che la mia schiena sta invecchiando. Poi, quando vedo i miei test, tutto va bene. Alcune volte va anche meglio di prima. Non possiamo più paragonare lo sport di oggi a quello di vent’anni fa, perché il modo di intendere le cose è cambiato. Si è evoluto. So perfettamente quello che devo fare e se mi confronto con i giocatori più giovani della squadra vedo che ho ancora molte energie».

Il bomber polacco ha poi proseguito dicendo: “Come me lo spiego? Miglioro perennemente la mia preparazione, non è la stessa di qualche anno fa. La mia routine continua a evolversi e analizzo sempre tutto. Sono più attento alla qualità del cibo che mangio, per fare un esempio. Il mondo cambia nel corso degli anni e io sto cercando di capirlo. Anche perché sento che se non cambio nulla regredisco. Io odio la comfort zone. Questo vale sia per la mia vita fuori dal campo che per la mia vita da calciatore professionista”.

Lewandowski

Lewandowski si è espresso anche riguardo il suo futuro: “Futuro? Non lo so. Ho questa energia dentro di me che può durare per un po’ e ho un sacco di piani… Allenatore? Penso di no. Probabilmente però mi mancherà talmente tanto lo spogliatoio che cambierò idea. Comunque so bene che c’è una fine, forse sarà meglio. Il dopo, sebbene sia per forza di cose diverso, non è necessariamente peggiore. Amo ancora fare gol e non ho ancora esplorato tutto nel calcio”.