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Lazio, Sarri: “Ratkov non lo conosco, cercheremo di sfruttare i suoi pregi”

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Maurizio Sarri, allenatore della Lazio (imago)

Le parole dell’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, al termine della gara contro la Fiorentina nell’intervista post-partita

Dopo la sconfitta maturata contro il Napoli, la Lazio di Maurizio Sarri è tornata in campo per affrontare la Fiorentina, riscattandosi con un pareggio all’ultimo minuto.

La gara si è conclusa con il punteggio di 2-2, grazie alle reti di Cataldi e Pedro per i biancocelesti, mentre Gosens e Gudmundsson sono andati a segno per la viola.

Al fischio finale, l’allenatore biancoceleste si è presentato ai microfoni per la consueta intervista post-partita, analizzando la prestazione della squadra e soffermandosi su diversi temi.

Di seguito, le parole di Maurizio Sarri.

L’intervista di Maurizio Sarri

Maurizio Sarri ha iniziato l’intervista post partita affermando: “La squadra ha fatto un ottimo primo tempo, chiudere sullo 0-0 è stato un peccato. Gli episodi non ci girano in maniere favorevole, il rigore nel primo tempo grida vendetta.”

Ha proseguito dicendo: “E’ stata una buona Lazio che ha reagito ad una brutta sconfitta con il Napoli. I ragazzi sono un po’ frustati da i troppi cartellini, è un qualcosa sul quale non possiamo influire, è inutile spenderci tante energie in questo momento. Dobbiamo migliorare dal punto di vista qualitativo e realizzativo”.

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Maurizio Sarri, allenatore della Lazio (imago)

Le parole dell’allenatore biancoceleste

L’allenatore biancoceleste ha continuato dicendo: “Per il mercato deve parlare con la società, pensavo che Guendouzi fosse uno di cui su cui basare la squadra del futuro. Ratkov è un giocatore che non conosco, imparerò a conoscerlo, cercheremo di sfruttare i suoi pregi, ma in questo momento non lo conosco. Non è una polemica, ma non faccio lo scout e non seguo il campionato austriaco, gli scout servono a questo, il Chelsea ne aveva 30″.

Ha concluso: “L’unica cosa che mi fa star male è che abbiamo un popolo meraviglioso e pensare di non riuscirgli a dargli delle soddisfazioni mi pesa”