Serie A, i primi 5 portieri della scorsa stagione per media voto

Non avranno davanti le difese di Szczesny e Handanovic, ma si fanno apprezzare a suon di buoni voti: i migliori 5 portieri per media voto della scorsa stagione di Serie A.

audero
15 Agosto 2021

Gabriele Candelori - Autore

Con il campionato di Serie A al via, per i fantallenatori di tutta Italia è arrivato ormai il momento di prendere decisioni importanti per la propria asta. Il tempo delle settimane passate sotto l’ombrellone tra giornali (per i più romantici) e aggiornamenti di mercato sullo smartphone è ormai finito. E ora c’è da costruire la squadra che vi regalerà gioie – e, si spera, pochi dolori – nella prossima stagione.

Una buona soluzione per non sbagliare i vostri acquisti è affidarsi anche alle statistiche, soprattutto per i portieri. Qui ogni partecipante ha una strategia: un portiere di una big con il secondo e il terzo, due portieri medi di buone squadre o anche tre portieri (dove è concesso) per decidere di giornata in giornata a chi dare fiducia.

Quest’anno ci sarà una certezza in meno: Gianluigi Donnarumma, che ha lasciato il Milan dopo sei anni, 251 presenze e un’altra stagione ad alti livelli (6,28 di media voto). La sua partenza non è stata l’unica novità tra nuovi arrivi dall’estero, e un giro di portieri che ha riguardato diverse squadre del nostro campionato. Per aiutarvi a decidere su chi puntare abbiamo raccolto i migliori 5 portieri per media voto della scorsa stagione di Serie A.

EMIL AUDERO (Sampdoria) – Con una media voto del 6,38 il portiere della Sampdoria, nella passata stagione, è stato il migliore di tutta la Serie A per rendimento. Il 24enne, che ha saltato solo l’ultima di campionato, ha subito qualche gol in più rispetto alle prime in classifica, ma nessun portiere delle big ha avuto una valutazione complessiva così alta. Voti che hanno ripagato quanti hanno deciso di risparmiare soldi e puntare su di lui durante l’asta. Anche per i due rigori parati a Sanchez e Dzeko e i sei clean sheet totali.

ANDREA CONSIGLI (Sassuolo) – Nel Sassuolo che ha sfiorato il ritorno in Europa ci sono anche i guantoni del portiere nato a Milano, che condivide con Audero il primo posto per media voto (6,38) nell’ultimo campionato. Consigli ha giocato 37 partite, con alcune prestazioni di altissimo livello e addirittura un 8 in pagella senza bonus contro il Benevento all’11esima giornata (uno dei sette clean sheet). L’anno prossimo, con Alessio Dionisi, sarà ancora a lui a difendere la porta dei neroverdi.

ALESSIO CRAGNO (Cagliari) – Giocherà invece ancora nel Cagliari Cragno, ‘esaltato’ dall’ultima stagione negativa della formazione sarda. Il 26enne di Fiesole in 34 partite (fuori ad aprile per il Coronavirus) è stato messo a dura prova, ma ha risposto con ottime prestazioni che gli sono valse la salvezza con Semplici, ma non la chiamata di Roberto Mancini per partecipare alla spedizione dell’Italia agli Europei. Ora, con le sue parate, dopo il 6,37 di media voto dello scorso anno si candida a essere protagonista anche nel prossimo campionato.

MATTIA PERIN (Genoa) – Un buon torneo lo ha vissuto anche l’ex portiere del Genoa, con una media voto del 6,25 nelle 32 partite giocate. I gol subiti sono stati 44 a fronte però di ben otto partite in cui è riuscito a mantenere la porta inviolata, di cui quattro di fila a gennaio dopo il ritorno in panchina di Davide Ballardini. L’estate e il mercato, intanto, hanno cambiato gli scenari: a Genova è arrivato Sirigu e Perin è tornato alla Juventus, dove sarà il secondo di Szczesny con la speranza di scendere comunque in campo in alcune partite.

MARCO SPORTIELLO (Atalanta) – A differenza dei suoi colleghi non è un titolare. E infatti l’ottima media voto (6,23), in questo caso, va calcolata su un numero inferiore di presenze stagionali: 15 le partite giocate, la maggior parte a inizio stagione con Gollini fuori dopo l’infortunio al ginocchio. Ora, dopo la partenza del 26enne direzione Londra e l’arrivo di Musso dall’Udinese, l’ex Frosinone farà ancora il secondo con l’obiettivo di farsi trovare pronto quando chiamato in causa. Proprio come accaduto lo scorso anno.

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