La Serie A sembra avere un volto diverso. Dopo le prime cinque giornate della stagione 2026/27, il campionato offre una sensazione di maggiore ritmo e spettacolo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e, in generale, rispetto alle passate stagioni. Partite più aperte e meno spezzettate, un metro arbitrale diverso e più tollerante, più gol e nessun pareggio a reti bianche: il confronto tra la attuale e la passata stagione permette così di capire quanto sia realmente cambiato il nostro campionato in appena dodici mesi, e quali siano le differenze più evidenti emerse in questo primo scorcio di stagione.

La Serie A è ripartita con un obiettivo preciso: aumentare il tempo effettivo e ridurre le interruzioni, rendendo le partite più fluide. Le nuove indicazioni arbitrali introdotte in questa stagione vanno proprio in questa direzione e, dopo le prime cinque giornate, i primi numeri mostrano già un cambiamento rispetto allo stesso periodo del 2025/26: si gioca di più, si segna di più. Il primo dato da osservare è proprio quello relativo al tempo effettivo di gioco, arrivato alla soglia dei 60 minuti di gioco effettivo a partita, con una media che secondo i dati analizzati da Math & Sport è aumentata di oltre cinque minuti rispetto alla scorsa stagione. Non è soltanto una media a raccontare il cambiamento: alla seconda giornata Atalanta-Bologna ha raggiunto 69,1 minuti di tempo effettivo, il dato più alto registrato in questo primo scorcio di campionato.

Il dato è importante perché il tempo effettivo incide direttamente sulla quantità di calcio giocato. Meno minuti trascorsi con il pallone fermo significano più azioni, più possessi e più possibilità per le squadre di arrivare negli ultimi metri. Non è quindi un elemento separato rispetto all'aumento dei gol: i due fenomeni possono essere letti insieme. La stessa Lega Serie A sottolinea infatti come l'evoluzione delle direzioni arbitrali stia favorendo partite meno soggette a interruzioni e, di conseguenza, una maggiore continuità del gioco.

Il secondo elemento è ancora più immediato: dopo cinque giornate non si è verificato neanche un 0-0. Sono state 50 le partite disputate e tutte hanno prodotto almeno una rete. Il dato assume un significato particolare se confrontato con l'inizio della stagione 2025/26, quando proprio la difficoltà nel trovare il gol era diventata uno dei temi del campionato. La Serie A attuale sta quindi viaggiando su ritmi offensivi completamente diversi e ha già messo nel mirino un primato storico: nella stagione 1949/50 il primo 0-0 arrivò soltanto alla settima giornata.

Anche il confronto con gli altri grandi campionati europei restituisce un dato interessante. Dopo cinque giornate, la media gol della Serie A è superiore a quella di Premier League e Ligue 1 e si avvicina a quella della Liga. In Spagna, però, il dato è fortemente condizionato dalla produzione offensiva del Barcellona, autore di 31 gol nelle prime sette partite considerate nello studio. Il campionato italiano, dunque, non sta semplicemente beneficiando di una o due squadre particolarmente prolifiche, ma mostra una crescita organica della produzione offensiva.

Questo si riflette anche negli expected goals, cioè il valore statistico che attribuisce a ogni occasione una probabilità di trasformarsi in gol. Rispetto al 2,61 registrato nelle prime cinque giornate dello scorso anno, il dato degli xG per partita in questa stagione è cresciuto fino a 3,17: un incremento considerevole che certifica una volta in più il cambiamento in atto nel nostro campionato. 

Naturalmente cinque giornate non bastano per parlare di una trasformazione definitiva. Saranno i prossimi mesi a dire se questa tendenza riuscirà a mantenersi anche con il campionato che entrerà nel vivo, quando aumenteranno gli impegni e cambieranno inevitabilmente condizioni e dinamiche. Per ora, però, il confronto con il 2025/26 racconta un campionato partito con un volto diverso: più aperto e con una maggiore propensione alla fase offensiva. A un anno di distanza, la Serie A sembra aver cambiato passo.

Sezione: News / Data: Lun 28 settembre 2026 alle 12:30
Autore: Francesco Galvan
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