Mario Gila, nuovo acquisto del Milan di Ruben Amorim, ha rilasciato un'intervista ai canali ufficiali del club rossonero. Il difensore spagnolo ha ripercorso i motivi della scelta, raccontato il suo ambientamento a Milanello e illustrato le prime impressioni sul lavoro di Amorim.
Gila ha esordito spiegando i motivi che lo hanno spinto ad accettare il Milan, ribadendo il prestigio internazionale del club, soffermandosi sul suo inserimento nel nuovo ambiente: "Da quando sono arrivato, dico calcisticamente, mi trovo molto bene. I ragazzi sono un gruppo molto bello, sembra una famiglia. I miei compagni sono molto bravi, sono molto contento di essere in una squadra così." . Il numero 34 rossonero ha spiegato di aver trascorso gran parte del tempo a Milanello, ma di non vedere l'ora di vivere anche la città.
Il difensore spagnolo ha mostrato ammirazione per il nuovo allenatore del Milan e sul confronto con l'esperienza vissuta alla Lazio: "Parlando del discorso calcistico sono felice che Ruben Amorim faccia un gioco molto moderno. Si lavora molto con la palla e anche tanto sull'aspetto fisico. Però è uno stile di gioco che mi piace, penso che posso fare molto bene anche se non l’ho praticato molto in questi anni nella Lazio. Però penso che mi può far migliorare tantissimo come giocatore” .
Sul rapporto con Amorim, Gila rivela quanto l'allenatore portoghese abbia inciso sulla decisione di trasferirsi al Milan "Con Amorim abbiamo parlato un po’ della maniera di vivere il calcio. Abbiamo parlato molto del suo stile di gioco, di cose che magari io ho fatto con i diversi allenatori che ho avuto. Abbiamo confrontato un po’ le idee, abbiamo una maniera di pensare calcio simile. Sono molto contento, ho condiviso il mio modo di pensare con l’allenatore e lui mi ha spiegato anche come la vede. Mi è piaciuto molto. È stato in parte lui a spingermi per scegliere questa piazza"
Sollecitato sul presunto interesse di Massimiliano Allegri, Gila ha confermato che l'allenatore del Napoli aveva mostrato l'interesse di averlo in squadra, ma ha spiegato come la chiamata di Amorim sia stata decisiva per il suo approdo in rossonero: "È vero che Allegri mi voleva, è una cavolata negarlo. Allo stesso modo Igli [Tare]. Le cose sono andate così: Allegri e Igli sono andati via. È arrivata la chiamata di Ruben e non c'è prezzo per vedere tutta questa voglia di avermi in squadra al Milan. Penso che è una squadra molto grande, con tantissima storia, e me l’ha dimostrato in questi primi giorni che ho vissuto qua. Mi è bastato poco per decidermi sinceramente. Mi è piaciuto molto come sono stato accolto, sono contento di essere qua perché penso che posso fare cose importanti. Penso di aver fatto la scelta giusta”
Gila ha elogiato nuovamente la filosofia di gioco di Ruben Amorim: "A me piace il discorso di andare in attacco e poi magari lasciare i difensori in situazioni che sono difficili per noi. Il calcio attuale è così: se vuoi andare in attacco devi prendere rischi, magari la sicurezza difensiva" una visione che amplifica l'importanza dei duelli individuali: "Se vuoi andare in avanti devi prendere rischi dietro. Non vuol dire che non ci sia una responsabilità difensiva nel calcio, ma è un calcio più offensivo. Considero che il calcio sta diventando questo e dobbiamo abituarci il prima possibile: ci porterà tanti risultati positivi”.
Il centrale ex Lazio rivela anche le prime indicazioni sul suo ruolo nella difesa a tre: "Mi ha provato sia da centrale che da braccetto. Entrambe le posizioni mi piacciono, ma sono molto diverse. Il centrale è una posizione più di posizionamento e gestione palla, con un’uscita del pallone che aiuta la squadra e a coprire gli spazi quando i braccetti vanno su. Da braccetto vado molto più in avanti, mi piace essere aggressivo. Dipende dalla partita. Ci sono partite in cui magari devi controllare di più il gioco e mi piace, ci sono partite in cui posso avanzare di più."
C'è spazio anche per una battuta sui margini di miglioramento e sull'ambizione di conquistare un posto nella nazionale spagnola: "Considero che sono un giocatore che quando sta in un momento molto positivo della partita guadagna molta fiducia. A volte mi piaccio troppo e voglio fare troppo. Saper gestire questi momenti è un fattore che cambia con la maturità. È un aspetto su cui devo lavorare e sono cosciente che migliorerò. Spero"
Infine, Gila ha speso parole di apprezzamento per Matteo Gabbia, considerato una guida fondamentale per la squadra: "Una personalità che mi è piaciuta molto, che mi ha fatto entrare subito dentro la squadra è stato Gabbia. È un leader importantissimo dentro la squadra. Poi ci sono un paio di ragazzini: Camarda e Bartesaghi, con cui ho legato molto. Sto quasi sempre con loro, mi ha fatto molto piacere che mi abbiano accolto molto velocemente in squadra”.
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